Non solo pillole, ma equità
«La biologia dell’invecchiamento, per decenni, è rimasta un campo frammentato. Ma oggi siamo in un momento di convergenza tra tecnologie e conoscenza», spiega. L’integrazione tra genomica, metabolomica, proteomica e intelligenza artificiale consente di studiare le cellule a una risoluzione senza precedenti, aprendo la strada a interventi che rallentino o persino invertano alcuni segni dell’invecchiamento.
Ma Sebastiano invita alla cautela: «Non possiamo aspettarci una pillola magica. La longevità non è solo scienza, è anche ambiente, equità, accesso alle cure. Senza una visione politica e sociale, la scienza da sola non basta».
Città per tutte le età: il senior living del futuro
Infatti, la longevità non si gioca solo nella biologia o nella clinica. Si gioca anche – e sempre di più – nello spazio urbano. È quanto ha sostenuto Raoul Ravara, Head of Strategic Development & Innovation di Hines Italy, che ha portato l’esperienza concreta del settore immobiliare.
«Oggi abbiamo bisogno di quartieri longevity-friendly», ha spiegato. «Spazi urbani progettati per accompagnare l’invecchiamento attivo: accessibili, verdi, con mobilità dolce, servizi di prossimità e relazioni intergenerazionali. Il senior living non è un’alternativa alla RSA, è un’evoluzione culturale. È un modello abitativo flessibile, tecnologico, integrato nella città, dove l’anziano è un cittadino attivo, non un assistito».
Ravara ha presentato il progetto di rigenerazione dell’Ex Trotto a Milano, un nuovo quartiere di 130.000 metri quadrati con oltre 3.000 residenti previsti, pensato per essere un distretto multigenerazionale e sostenibile. «Abbiamo destinato 360 unità al senior living e sviluppato un mix di servizi e spazi pubblici che promuovono il benessere, la socialità e il dialogo tra generazioni. La longevità, se accompagnata da ambienti adeguati, diventa una leva di rigenerazione urbana, non un costo da gestire».