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Londra, boom di grattacieli: 600 licenze edilizie in 10 anni

Nel 2030 la City arriverà a dieci milioni di abitanti. Tra terreni limitati e necessità di preservare la cintura verde, l’unica soluzione è crescere in verticale. E le compravendite di case diminuiscono

di Nicol Degli Innocenti

3' di lettura

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Manhattan sul Tamigi: questo il nuovo soprannome di Londra. La capitale britannica, un tempo fatta di ville monofamiliari, case a schiera e palazzine residenziali di pochi piani attorno a un giardino, adesso sta diventando una metropoli fitta di grattacieli. Non siamo ancora ai livelli di New York, ma la tendenza a costruire in verticale è irreversibile e in fase di accelerazione.

Negli ultimi dieci anni, a Londra, sono stati costruiti 270 palazzi di più di 20 piani. Nei prossimi dieci anni ne spunteranno più del doppio, quasi 600: 583 grattacieli di varie altezze hanno ottenuto i permessi edilizi o sono già in fase di costruzione. Lo conferma uno studio di New London Architecture (Nla), esperti del settore, che da tempo seguono l’evoluzione dello skyline della capitale britannica.

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I grattacieli di Londra

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«Gli edifici alti hanno profondamente cambiato l’aspetto di Londra negli ultimi 20 anni e continueranno a cambiarlo nel prossimo decennio, dato il numero di progetti già in divenire», spiega Peter Murray, co-fondatore di Nla e uno degli autori del rapporto “Growing up: a decade of building tall”.

Dietro il boom c’è la domanda in costante e frenetico aumento di case e di uffici nella capitale e l’interesse altrettanto forte degli investitori stranieri per il mercato londinese. Si prevede che Londra, che ora ha otto milioni di abitanti, arrivi a dieci milioni prima del 2030.

Il boom è stato incoraggiato dalla relativa facilità nell’ottenere permessi edilizi per costruire grattacieli. I tre sindaci che ha avuto Londra sono stati di partiti diversi e di diverse opinioni su molte cose, ma si sono trovati concordi sul fatto che la città ha bisogno di crescere. Dato che i terreni a disposizione sono limitati e la cosiddetta “cintura verde” intorno alla città va tutelata a ogni costo, l’unica soluzione è crescere verso l’alto per utilizzare al massimo lo spazio che c’è.

Nell’ultimo quarto di secolo tutti e tre i primi cittadini della capitale hanno incoraggiato la costruzione di più grattacieli: sia Ken Livingstone, laburista, il primo sindaco di Londra con due mandati consecutivi dal 2000 al 2008, sia il suo successore, il conservatore Boris Johnson (poi notoriamente diventato premier) dal 2008 al 2016, sia l’attuale sindaco Sadiq Khan, laburista, appena rieletto per un terzo mandato consecutivo senza precedenti.

I londinesi, invece, non sono così convinti: secondo l’ultimo sondaggio metà dei residenti ritiene che ci siano già troppi edifici alti nella città e vorrebbe una pausa, contro il 32% di contrari un decennio fa. Almeno un grattacielo, però, resta molto amato: è lo Shard, progettato da Renzo Piano, che è stato votato il preferito in assoluto. Con i suoi 310 metri di altezza lo Shard o “scheggia di vetro” mantiene anche il primato di edificio più alto non solo di Londra ma dell’Europa occidentale.

Molti dei grattacieli in costruzione sono destinati a uso uffici. Nella City, centro storico della finanza, il numero di autorizzazioni a costruire presentate e approvate è aumentato del 25% nell’ultimo anno. La spinta viene dalla domanda di uffici di alta qualità, super tecnologici e conformi alle regole ambientali – dalla luce naturale all’efficienza energetica, all’aria purificata – per convincere i dipendenti ad abbandonare lo smart working e tornare a lavorare in ufficio.

Un altro segmento in forte crescita, che alimenta la costruzione di edifici alti, è quello delle residenze per studenti, soprattutto internazionali, che sono disposti a pagare affitti alti per vivere in zone centrali e ben collegate ma esigono spazi comuni hi-tech e servizi degni di un hotel a cinque stelle.

Il settore residenziale invece segna il passo: nonostante la “fame” di case, il numero di compravendite è calato a causa del rallentamento dell’economia e del brusco aumento dei tassi d’interesse, che ha fatto lievitare i costi dei mutui immobiliari. Chi non si può permettere di acquistare deve andare in affitto, e la domanda infatti è esplosa, così come i prezzi.

I prezzi d’acquisto sono invece in discesa e hanno registrato un calo del 4,8% nell’ultimo anno. Secondo molti agenti immobiliari, questo è, quindi, il momento di acquistare, prima di una ripresa prevista verso fine 2024.

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