Nell’ultimo quarto di secolo tutti e tre i primi cittadini della capitale hanno incoraggiato la costruzione di più grattacieli: sia Ken Livingstone, laburista, il primo sindaco di Londra con due mandati consecutivi dal 2000 al 2008, sia il suo successore, il conservatore Boris Johnson (poi notoriamente diventato premier) dal 2008 al 2016, sia l’attuale sindaco Sadiq Khan, laburista, appena rieletto per un terzo mandato consecutivo senza precedenti.
I londinesi, invece, non sono così convinti: secondo l’ultimo sondaggio metà dei residenti ritiene che ci siano già troppi edifici alti nella città e vorrebbe una pausa, contro il 32% di contrari un decennio fa. Almeno un grattacielo, però, resta molto amato: è lo Shard, progettato da Renzo Piano, che è stato votato il preferito in assoluto. Con i suoi 310 metri di altezza lo Shard o “scheggia di vetro” mantiene anche il primato di edificio più alto non solo di Londra ma dell’Europa occidentale.
Molti dei grattacieli in costruzione sono destinati a uso uffici. Nella City, centro storico della finanza, il numero di autorizzazioni a costruire presentate e approvate è aumentato del 25% nell’ultimo anno. La spinta viene dalla domanda di uffici di alta qualità, super tecnologici e conformi alle regole ambientali – dalla luce naturale all’efficienza energetica, all’aria purificata – per convincere i dipendenti ad abbandonare lo smart working e tornare a lavorare in ufficio.
Un altro segmento in forte crescita, che alimenta la costruzione di edifici alti, è quello delle residenze per studenti, soprattutto internazionali, che sono disposti a pagare affitti alti per vivere in zone centrali e ben collegate ma esigono spazi comuni hi-tech e servizi degni di un hotel a cinque stelle.
Il settore residenziale invece segna il passo: nonostante la “fame” di case, il numero di compravendite è calato a causa del rallentamento dell’economia e del brusco aumento dei tassi d’interesse, che ha fatto lievitare i costi dei mutui immobiliari. Chi non si può permettere di acquistare deve andare in affitto, e la domanda infatti è esplosa, così come i prezzi.