Il rapporto di Banca d’Italia

Lombardia, salari reali in calo e incertezza sul 2026

Pesano le incognite geopolitiche. Forza lavoro in crescita grazie agli immigrati, tasso di brevetti doppio della media.

di Luca Orlando

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Dimensioni d’impresa in aumento. E poi disoccupazione in caduta al 3%, brevetti al doppio della media nazionale, così come oltre i dati italiani sono quelli del Pil, in progresso di dieci punti dal 2008, contro i tre del dato globale del Paese.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Dati mediamente positivi, quelli evidenziati dalla sede lombarda di Bankitalia sull’economia regionale, che tuttavia si inseriscono in un quadro più ampio non del tutto rassicurante.

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Se ad esempio il Pil 2025 (+0,7%) è oltre la media nazionale, il clima di fiducia attuale è in peggioramento e le imprese si attendono un calo della domanda nel 2026, con un ridimensionamento dei piani di investimento.

«Prospettive - sintetizza il direttore della sede di Milano di Banca d’Italia Giorgio Gobbi - che dipendono in modo cruciale dall’esito dei conflitti armati». Se l’incertezza prospettica resta elevata, qualche punto fermo sul passato è comunque possibile metterlo, anche in questo caso tra luci e ombre. In termini di crescita del Pil, ad esempio, se il progresso dal 2008 è di dieci punti, si riduce però ad appena un punto in termini pro capite, per effetto dell’aumento della popolazione.

Capacità di attrazione che in regione è superiore alla media nazionale, con un aumento (2009-2025) dell’1,7% delle persone in età lavorativa a fronte di un calo medio nazionale, esito in particolare dei flussi di addetti in arrivo dall’estero, occupati in prevalenza in professioni non qualificate e a bassa remunerazione.

Salari reali che rappresentano un’altra nota dolente: se è vero che le retribuzioni lombarde, anche per effetto di un diverso mix settoriale e di mansioni, sono in media più alte del 9,4% della media, il maggiore costo della vita (oltre la media dell’8,1%) assorbe e annulla quasi tutta la differenza, mentre in termini storici gli stipendi reali al 2023 erano ancora inferiori a quanto accadeva nel 2008. Periodo, questo, in cui è anche aumentata la dispersione e la polarizzazione del mercato, con un aumento per le fasce più alte e una diminuzione per le fasce retributive basse e intermedie.

Se il tasso di disoccupazione è a ridosso dei minimi storici, al 3%, lo si deve poi soprattutto alle fasce più anziane, mentre la quota dei giovani è in riduzione.

In termini dimensionali, tra le imprese si osserva un graduale spostamento verso l’alto, con una stazza media che passa in 10 anni da 12 a 15 unità e una quota di addetti presso le grandi realtà che sale dal 33% al 41%.

Flusso di risorse umane e di capitali (qui in regione si concentra il 40% degli investimenti nazionali di private equity), che negli anni ha quindi sostenuto il progresso in regione, che resta attiva anche in ambito innovativo: nel 2025 circa la metà delle aziende ha infatti investito in tecnologie avanzate e nell’industria in senso stretto già una realtà su tre utilizza sistemi robotici.

Innovazione che come evidenziano gli studi di Bankitalia si collega direttamente alla crescita d’impresa, agevolata (questo l’identikit evidenziato) anche da altri aspetti quali alta produttività dei fattori, minori oneri finanziari, una quota più alta di amministratori giovani, la frequenza di operazioni di private equity e M&A.

Il 2026, nelle stime del rapporto, resta quindi in bilico, anche se nel primo trimestre si segnala una tenuta complessiva dell’economia e una crescita della manifattura e alcuni servizi. Per quelli di ristorazione e alloggio, in particolare, la spinta delle Olimpiadi ha portato ad un progresso del 4,4% nel primo trimestre. Con una stima di spesa (a totale Italia) di 400 milioni di euro da parte dei 250mila arrivi legati all’evento sportivo.

 

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