Automotive

Lombardia: «Pacchetto Ue non basta per il rilancio dell'auto»

Guidesi: «La mobilità del futuro sarà sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale solo se vedrà protagoniste tutte le tecnologie»

di Flavia Carletti

Guido Guidesi politico (Imagoeconomica)

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il pacchetto automotive della Commissione europea, che prevede una parziale revisione delle norme sulle emissioni di Co2 del comparto, è «un passo in avanti» ma non è sufficiente per la salvaguardia e il rilancio del settore europeo dell’auto. Questa la posizione espressa dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che è anche presidente dell’Automotive Regions Alliance, l’alleanza tra le 36 regioni europee dell’automotive. «Per noi, servirà molto altro», ha sottolineato, spiegando che l’apertura arrivata da Bruxelles «è frutto di un intensissimo e impegnativo lavoro che è partito dal 2022 per cercare di evitare un suicidio industriale deciso da regole assurde e sbagliate». Guidesi ha ricordato come dalla Lombardia sia arrivata da subito la richiesta di scegliere la strada della neutralità tecnologica di fronte alla transizione proposta dell’Unione europea. Non si è mai trattato di «una battaglia di retroguardia ma di una strategia fondata su dati, ricerca e innovazione», ha spiegato Guidesi, con l’invito a non tralasciare nessuna delle tecnologie a disposizione - elettrico, carburanti rinnovabili e idrogeno – nel percorso di decarbonizzazione. Infatti, «l’ideologia, la rigidità, l’incapacità di ascoltare ci hanno portato a una situazione difficilissima dal punto di vista economico e rischiosa per tutto il settore», che è messo a repentaglio dalla concorrenza di imprese come quelle cinesi, che sono anche sostenute dallo Stato e hanno costi di produzione più bassi. Mentre, «la mobilità del futuro sarà sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale solo se vedrà protagoniste tutte le tecnologie, endotermico compreso», ha aggiunto l'assessore.

Guidesi: «Non ci arrendiamo, proposte vanno cambiate»

In una intervista rilasciata al Sole 24 Ore, Guidesi ha insistito sul fatto che «è un primo passo avanti, vero, che però non cambia l’impostazione con cui la Commissione affronta i temi industriali». In particolare, l’assessore lombardo ha chiesto che «per salvare l’auto devono sparire compensazioni e crediti e coefficienti vari. La mobilità sostenibile in termini economici, ambientali e sociali passa per la piena neutralità tecnologica, che invece non è stata vagliata». Di fronte a questa situazione, Guidesi ha sottolineato che «non ci arrendiamo. Intendiamo combattere queste proposte per cambiarle perché o cambiano o le imprese chiudono. Per riuscirci siamo disposti anche ad andare a Bruxelles a manifestare a sostegno della manifattura europea. Perché può essere sostenibile e avere futuro se liberata da vincoli ed effetti diseconomici delle regole Ue».

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Il percorso della Lombardia dal 2022

Ricordando il percorso intrapreso dalla Lombardia a partire dal 2022 per la salvaguardia del comparto automotive, la Regione già nel 2023 aveva presentato uno studio sui carburanti rinnovabili dal Cluster Lombardo della Mobilità, che coinvolse università, centri di ricerca, imprese e associazioni di categoria, con contributi scientifici validati anche a livello internazionale. Lo studio dimostrò come i carburanti alternativi fossero in grado di abbattere le emissioni lungo l’intero ciclo di vita del veicolo, salvaguardando al contempo occupazione, filiere produttive e competitività europea. L’impegno della Lombardia è poi proseguito nel corso del 2024, con il seminario di alto livello sulla “Just transition” delle regioni automotivea Bruxelles (22 maggio) e il “Political Breakfast” al Parlamento europeo sul futuro del settore (15 ottobre). Il 28 novembre dello stesso anno, in occasione della terza Conferenza annuale dell’Automotive Regions Alliance all’Autodromo Nazionale di Monza, è partita la presidenza lombarda dell’Alleanza, che nel corso del 2025 ha visto la Regione in prima linea. In particolare, la Lombardia ha guidato il confronto diretto con la Commissione europea nell’incontro di febbraio a Bruxelles con il Commissario Apostolos Tzitzikostas, presentando poi l’aggiornamento del Manifesto sui carburanti rinnovabili.

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