Lombardia, manifattura in crescita del terzo trimestre
Nel periodo luglio-settembre, la produzione industriale delle imprese è salita dello 0,7% e il fatturato dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Manifattura lombarda in crescita anche nel terzo trimestre del 2025, mettendo a segno la quarta variazione congiunturale positiva. Nel periodo luglio-settembre, la produzione industriale in Lombardia è salita dello 0,7% e il fatturato dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Anche l’artigianato ha registrato un incremento sia dei livelli produttivi (+0,6%) che del fatturato (+0,9%), come emerge dall’Osservatorio congiunturale di Unioncamere Lombardia. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso «soddisfazione per un andamento della manifattura che conferma la forza e la solidità del sistema lombardo, pur nelle difficoltà e complessità che caratterizzano il contesto internazionale. Imprenditori e lavoratori dimostrano una volta di più competenza, professionalità e una cultura del lavoro tipica della nostra terra. Come Regione proseguiamo nella sinergia con tutti gli attori del tessuto economico-produttivo, implementando le misure di accompagnamento agli investimenti».
Trend positivo sostenuto dall’export
Nel dettaglio, l’industria lombarda ha confermato segnali positivi sostenuti dal rafforzamento della domanda interna e dal buon andamento degli ordini esteri, che continuano a rappresentare il principale motore della manifattura. Nel trimestre di riferimento, la produzione industriale lombarda è aumentata dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% su base annua. L’occupazione è rimasta stabile, con un saldo tra ingressi e uscite pressoché invariato (-0,1%), mentre il ricorso alla cassa integrazione si è mantenuta su livelli contenuti. A livello settoriale, maggiore crescita è stata registrata da alimentare, meccanica e il comparto delle pelli-calzature. Anche l’abbigliamento ha mostrato segnali di recupero nel terzo trimestre del 2025. Continuano a persistere, invece, difficoltà per la chimica e il tessile, quest’ultimo caratterizzato da una fase di sostanziale stagnazione. Per il futuro, la maggioranza delle imprese prevede una sostanziale stabilità di produzione, fatturato, ordini e occupazione, anche se resta una certa preoccupazione per la domanda interna. Sul fronte dei rischi, tra le principali criticità segnalate dalle imprese, condivise anche dal mondo artigiano, emergono i rischi geopolitici e l’aumento dei dazi, con potenziali impatti sulle esportazioni.
Guidesi: «Serve un cambio di rotta in Europa»
«Considerando sia la situazione geopolitica sia la contingenza economica i dati sono ottimi e rappresentano un ulteriore segnale positivo di ripresa. Noi con le "Zone di Innovazione Sviluppo" e con gli strumenti di sostegno all’innovazione continuiamo a fare il nostro ma ribadisco il bisogno di un intervento strutturale sui costi energetici, ancora oggi troppo alti per essere competitivi; come è necessario un cambio di rotta delle politiche della Commissione europea in quanto l'attuale Commissione ancora non si è concretamente distaccata dalla precedente rispetto alle scelte anti-manifattura», ha dichiarato l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.
Auricchio: «Straordinaria capacità adattamento imprese»
«I dati di questo trimestre confermano la straordinaria capacità di adattamento e reazione del nostro sistema produttivo. La manifattura lombarda, insieme all’artigianato, dimostra ancora una volta di saper cogliere le opportunità dei mercati, interni ed esteri, mantenendo una traiettoria di crescita solida e costante. L’export continua a essere un motore fondamentale, ma è significativo anche il contributo della domanda interna, che torna a sostenere le imprese in una fase complessa dello scenario economico internazionale. Questa resilienza non è frutto del caso: è il risultato dell’impegno quotidiano delle nostre aziende, della loro capacità di innovare e della forza del sistema camerale lombardo, che continua a essere un punto di riferimento nell’accompagnare lo sviluppo del territorio», ha specificato il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio
Pasini: «Lombardia si conferma locomotiva italiana»
«La Lombardia, trainata dall’export, si conferma la locomotiva italiana ed europea. La solidità dell’industria lombarda emerge in particolare dal confronto con il 2024: produzione +2,2%, fatturato 4,4% e ordini esteri 4,1%», ha sottolineato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia. «La capacità delle imprese lombarde di aprirsi nuovi mercati e il rallentamento dei costi delle materie prime hanno aiutato a sostenere la crescita e, come confermato anche dal Centro studi di Confindustria, il principale punto di forza del nostro manifatturiero è rappresentato dalla qualità elevata dei nostri prodotti e i prezzi competitivi. Preoccupano l’instabilità internazionale e il costo elevato dell’energia: le bollette per imprese e cittadini italiani sono le più costose d’Europa, e ormai da tre anni le imprese lombarde competono in un contesto caratterizzato da concorrenza sleale», ha aggiunto Pasini. «Lo strumento delle filiere produttive, messo in campo in questi anni e l'introduzione di recente delle Zis (Zone di Innovazione e Sviluppo) sono due modelli che si integrano perfettamente, creando un perfetto connubio e avendo come obiettivo quello di rafforzare la competitività della Lombardia sugli scenari globali, agevolando e dando vita a collaborazioni tra imprese, università, enti pubblici, enti di formazione e realtà sociali, così da potenziare gli ecosistemi territoriali, facilitando l'attrattività e rendendoli in grado di generare valori economici e sociali», ha concluso il presidente di Casartigiani Lombardia, Mauro Sangalli.



