Furti Auto

LoJack e Arval, alleanza hi-tech contro i furti: recuperati 516 veicoli per 11 milioni di euro

Dal 2019 la collaborazione tra LoJack e Arval ha permesso di proteggere flotte aziendali e recuperare centinaia di veicoli rubati in tutta Italia

di Danilo Loda

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Sicurezza, tecnologia e collaborazione. Sono le tre parole chiave che riassumono il successo dell’intesa tra LoJack Italia, società del gruppo CalAmp attiva nel campo delle soluzioni telematiche per il settore automotive, e Arval Italia, azienda del gruppo BNP Paribas specializzata nel noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità.

Dal 2019 anno in cui è nato l’accordo, le due società collaborano per proteggere i 55.000 veicoli della flotta Arval. I risultati sono evidenti: 516 veicoli rubati sono stati restituiti, con un valore di quasi 11 milioni di euro. Le cifre dimostrano l’efficacia del tracciamento e la solidità del rapporto con le Forze dell’Ordine.

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Il fattore chiave del successo di LoJack è una tecnologia di radiofrequenza proprietaria che trova i veicoli anche nei punti dove i sistemi GPS non funzionano. Affiancata da soluzioni GPS/GSM, consente di intervenire rapidamente anche quando i ladri usano jammer per bloccare i segnali.

Il sistema si avvale di una centrale operativa attiva ventiquattr’ore su ventiquattro, che accompagna l’utente dalla denuncia al recupero, e di un gruppo di specialisti sul territorio che lavora fianco a fianco con la Polizia per accelerare le ricerche.

Recupero record: 13 auto e 2 moto trovate a Verona

L’efficacia della collaborazione tra Arval e LoJack è emersa in un episodio accaduto a Verona, dove la tecnologia LoJack ha impedito un’operazione criminale di grande portata.

Il furto di una Range Rover Sport della flotta Arval, già rubata e ritrovata in precedenza, ha avviato le indagini. Dopo il secondo furto, il segnale LoJack ha condotto gli investigatori in un garage sotterraneo, dove sono stati scoperti 13 veicoli e 2 motociclette del valore di oltre 800.000 euro.

Tra i mezzi c’erano una BMW X5 e una Toyota Rav4, entrambe di proprietà Arval. Le vetture erano state nascoste con targhe contraffatte e numeri di telaio cancellati al laser, ma la tecnologia ha permesso di identificarle ugualmente.

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