Lo studio bolognese Mario Cucinella sviluppa il progetto della Città Miniera
Milano Design Week
di Michelangelo Bonessa
2' di lettura
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La città vista come fonte di risorse per il futuro. Da questa idea, la Città Miniera, lo studio bolognese Mario Cucinella Architects ha firmato l’installazione “Città Miniera. Design, Dismantle, Disseminate”. Un lavoro che parte da un oggetto semplice e di uso “quotidiano”: la cassa della raccolta degli ortaggi. Da questo elemento si sviluppa un’idea che ha ridisegnato il cortile di via Solferino 28 nel pieno e nel cuore della Milano Design Week milanese. La cassa diventa la base per comporre uno spazio urbano, la Città Miniera: una quinta urbana, smontabile e assemblabile nuovamente per infinite volte, che racconti un nuovo modo di costruire e di progettare le nostre città e le nostre vite, rispettando i tempi del mondo naturale. Perché i concetti alla base di questo lavoro di Cucinella, che ha firmato tra le altre opere la sede del rettorato dell’Università di Roma Tre, servono a catalizzare il dibattito durante la Milano Design Week su temi urgenti come la circolarità e i modelli di sviluppo virtuosi non solo in un’ottica di «ridurre, riusare, riciclare», ma anche per porre l’attenzione sul modo con cui si progetta.
«Milano è design e il design è sinonimo, in questi giorni più che mai, di Salone del Mobile. Questo momento di particolare fermento ci invita a riflettere sulla città: siamo abituati a pensarla come il luogo del consumo, l’anello della catena in cui dalla “periferia” arrivano le materie prime e dove i prodotti vengono accumulati e consumati. Lo snodo da cui poi ripartono le merci esauste: i rifiuti. La città definisce il perimetro in cui all’”abitante-consumatore” è nascosta la parte negletta della produzione fatta di rumori, odori, polvere - spiega Mario Cucinella, Founder & Design Director di MCA – Mario Cucinella Architects -. Si sta però sviluppando un modo inedito di pensare alle nostre metropoli come vere e proprie miniere di risorse, che dovremmo imparare a sfruttare con intelligenza e rispetto. Oggi Milano rappresenta il palcoscenico da cui l’eccellenza del design e l’avanguardia della progettazione creativa si mostrano al mondo, e noi siamo chiamati a immaginare un modo di costruire dove il riciclo delle materie prime è alla base di tutto e la città diventa essa stessa riserva di materiali per il futuro. Un approccio davvero circolare, quindi, non può essere ridotto alla mera formula “riduco – riuso – riciclo” ma deve andare a fondo dei processi e partire dal modo con cui concepiamo quello che progettiamo».


