Lo smartphone ricondizionato piace ai giovani (e anche all’ambiente)
Abbiamo provato lo shopping di Swappie numero uno in Europa nella vendita di iPhone ricondizionati. Ecco come è andata
di Luca Tremolada
2' di lettura
2' di lettura
Una ricerca di Swappie, realizzata in collaborazione con Swg, rivela, tra le altre cose, che la Gen Z, ovvero coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 26 anni, quando acquista un telefono ricondizionato è preoccupata dalle prestazioni del dispositivo, mentre i Millennials (tra i 29 e i 43 anni) si focalizzano sulle certificazioni e sulle garanzie.
In altre parole, i più giovani considerano ormai il nuovo e il ricondizionato allo stesso livello, mentre i meno giovani vogliono prima assicurarsi che tutto sia a posto e in ordine.
L’istantanea scattata dall’istituto di ricerca Swg e dall’azienda, che attualmente è leader in Europa nell’acquisto, ricondizionamento e vendita di iPhone, ci aiuta a comprendere meglio come siano cambiate le nostre aspettative nei confronti della tecnologia, soprattutto nelle nuove generazioni. Il nuovo non sembra più essere un valore aggiunto, anche a causa di una maggiore attenzione all’ambiente da parte dei più giovani. E non solo.
L’impronta di carbonio di un telefono ricondizionato è inferiore del 78% rispetto a quella di uno smartphone nuovo. E mentre le vendite degli smartphone nei canali tradizionali continuano a calare, il mercato dei dispositivi di seconda mano sembra godere di ottima salute.
Secondo l’ultimo report di CounterPoint, il mercato degli smartphone ricondizionati è cresciuto del 5% a livello globale nel 2022 e un telefono su due è un iPhone.



