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Israele e Grecia hanno firmato un accordo da 3 miliardi di euro, in base al quale Tel Aviv fornirà ad Atene un sistema di difesa aerea a più livelli, multistrato e integrabile con le diverse forze armate, Marina compresa. Questa la notizia di cronaca datata 31 agosto 2026spiegata con qualche dettaglio tecnico dal ministero della Difesa israeliano. L’accordo Scudo di Achille prevede l’esportazione da parte di diversi sistemi, tra cui David’s Sling e SPYDER, prodotti da Rafael, e il BARAK MX, prodotto da Israel Aerospace Industries. Si tratta, ha spiegato il ministero, del «più grande accordo di esportazione di materiale bellico nella storia delle relazioni tra Israele e Grecia, e di uno dei più grandi nella storia dello Stato di Israele». In pratica, un «sistema di difesa completo contro un’ampia gamma di minacce», inclusi missili balistici e droni. Al quale le aziende greche parteciperanno con un 25% di commesse e sviluppo tecnologico interno. Da un punto di vista industriale lo Scudo di Achille rappresenta la bolla di protezione più completa oggi sul mercato della Difesa e l’apice di un percorso delle aziende di Tel Aviv verso l’esterno. La Grecia, per esempio, già oggi affida a tecnologie israeliane l’architettura centrale della sua futura difesa aerea nazionale. Atene lo scorso aprile aveva siglato un accordo intergovernativo da circa 750 milioni di dollari nell’ambito del quale Israele si è impegnata a fornire alle forze armate greche il sistema di artiglieria a razzo Puls di Elbit Systems.
video rafael
Oltre alla Grecia, tra gli accordi di difesa siglati da Tel Aviv quest’anno, c’è quello di fine giugno tra Rafael e il ministero della Difesa rumeno per il sistema di difesa aerea SPYDER, con un valore stimato superiore ai 2 miliardi. L’obiettivo, in sintesi, punta a creare una buffer zone tecnologica modulare e integrabile. Innanzitutto almeno 12 tra Fremm e altri vascelli greci potranno essere inclusi nello scudo allargandone la portata dal punto di vista geografico. Se consideriamo che anche Cipro, su alcune attività, si appoggia a sistemi israeliani, è facile capire quale sia l’area reale di azione dello Scudo di Achille che arriva a chiudere il Mediterraneo orientale. Il tutto in netto contrasto con le iniziative turche rilanciate dal recente meeting Nato di Ankara.
La scelta greca, legata anche alla storica ostilità verso la Turchia, allarga una faglia già presente nella Difesa europea. Va ricordato che l’Italia ha messo in stand by l’accordo di collaborazione militare con Israele e al contrario ha accelerato le relazioni con Ankara. Come 24Ore NextMed ha già avuto modo di scrivere, sul fronte turco, l’interscambio commerciale bilaterale con l’Italia ha raggiunto circa 28 miliardi di euro nel 2024, con Meloni che ha rilanciato l’obiettivo verso i 35-40 miliardi di scambi complessivi nel comunicato congiunto del summit di aprile 2025. Il pilastro più delicato di quella intesa è l’accordo Leonardo-Baykar. Baykar — guidata da Selçuk Bayraktar, genero di Erdoğan — costituirà con Leonardo una joint venture con sede in Italia per lo sviluppo, la produzione e la manutenzione di sistemi aerei senza pilota, con impianti destinati a Ronchi dei Legionari. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha indicato tre priorità per Ankara: investimenti nella difesa, produzione industriale transatlantica e sostegno all’Ucraina, mentre gli alleati hanno impegnato 70 miliardi di euro di assistenza militare all’Ucraina per il 2026-2027 in un summit ospitato proprio dal Paese che Israele considera oggi la propria minaccia strategica emergente. Il tutto all’interno della cornice atlantica che entrambi i Paesi condividono con Washington. Un altro dettaglio è fondamentale per capire i posizionamenti geopolitici.
A latere dello scudo di Achille, Israele e Grecia hanno anche firmato un accordo supplementare, del valore di 26 milioni di euro, «per la vendita dei sistemi Drone Dome di Rafael», ha aggiunto il ministero, sottolineando che Israele «amplierà la cooperazione industriale nel settore della difesa con la Grecia, compreso il trasferimento di conoscenze e tecnologie all’industria locale». Il sistema è simile a quello che avrebbe dovuto utilizzare l’aeroporto di Fiumicino. Dopo mesi di sospensione e ricorsi al Tar, la commessa è stata poi congelata e successivamente assegnata all’italiana Elt. Lo scorso 6 agosto, come riportato dal Messaggero, il Consiglio di Stato si è infatti pronunciato e ha classificato il radar come device militare e dunque ha imposto lo stop alla commessa. Segnando di fatto il livello zero negli scambi tecnologici tra Italia e Israele. Dal punto di vista strategico il modello greco potrebbe essere replicato dalla promessa di mettere a terra il Michelangelo Dome annunciato da Leonardo. Non è assolutamente dato sapere se lo schema italiano si concentrerà su mercati più a Est, come quelli ucraini, o se in futuro lavorerà per integrare anche la sicurezza del Mediterraneo dialogando con la vicina Grecia.