Cultura

Lo scrittore algerino Boualem Sansal tra gli “immortali di Francia”

A pochi mesi dalla detenzione e scarcerazione in Algeria, lo scrittore naturalizzato francese entra all’Académie française

Lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal alza lo sguardo dopo aver firmato il libro degli ospiti ufficiale prima di un incontro con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, al palazzo presidenziale di Berlino, giovedì 8 gennaio 2026. (John Macdougall/Pool Photo via AP)

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Noto all’estero per i suoi scritti e interventi contro il fondamentalismo islamico, oltre che per i suoi romanzi, a pochi mesi dalla liberazione dal carcere algerino in cui era stato imprigionato, lo scrittore naturalizzato francese, Boualem Sansal è - come da previsioni ampiamente rispettate - da oggi membro eletto della più prestigiosa istituzione culturale d’Oltralpe. A ottantun anni Sansal entra infatti tra gli “Immortali di Francia” dell’Académie française. Per l’elezione, secondo la stampa transalpina, gli sono valsi cinque fondamentali atouts: «è un buon “camarade”, ha un consolidato legame con l’Académie, è altamente considerato quale simbolo di libertà, quindi è un grande scrittore e un difensore della lingua francese».

“Il treno di Erlingen” e “Vivere. Il conto alla rovescia”

Boualem Sansal è autore di una trentina di romanzi, fra cui “Il treno di Erlingen” e “Vivere. Il conto alla rovescia”, oltre a raccolte di novelle e saggi dal 1999. Nel 2015 ricevette il gran premio del romanzo dell’Accademia di Francia per “2084. La fin du monde”, ispirato al “1984” di George Orwell, ex aequo con Hédi Kaddour.

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La sua opera per l’Académie française si distingue «in ragione delle sue qualità letterarie, oltre che per la connotazione politica e il coraggio», come sottolinea Le Figarò. Inoltre, prendendo a prestito le parole di Jean-François Colosimo, direttore generale di Éditions du Cerf, «i suoi libri sono dotati di valore profetico».

Creata dal cardinale Richelieu nel 1635

I membri della prestigiosa istituzione francese creata dal cardinale Richelieu nel 1635 (ben più “potente” della corrispondente nostrana Accademia della Crusca), secondo quanto riporta Le Figaro, gli hanno conferito 25 voti su 26, elevandolo così allo scranno di 746/o ”immortale”. Siederà sulla poltrona numero 3, quella dell’avvocato francese Jean-Denis Bredin. scomparso nel 2021. I pretendenti al posto fra i 35 attuali membri dell’istituzione che si riunisce sotto la celebre “Coupole” sulle rive della Senna, erano 6 e Sansal era di gran lunga il più famoso tra loro. Una prima votazione per la prestigiosa carica si era svolta l’11 dicembre, ma nessun candidato aveva ottenuto la maggioranza. (Tanto per citare solo i più famosi, l’Académie annovera fra i suoi membri Voltaire, Montesquieu, Victor Hugo, Alexandre Dumas, e prima donna Marguerite Yourcenar, oltre ad Assia Djebar e Simone Veil).

L’arresto nel 2024

La vita dello scrittore, nato in Algeria nel piccolo montagnoso di Theniet El Had il 15 ottobre 1949, ex funzionario, era stata sconvolta il 16 novembre 2024, quando fu arrestato al suo arrivo ad Algeri, proveniente da Parigi, e rinchiuso in carcere. Il suo caso destò enorme emozione in Francia, dove fu lanciata una campagna in suo favore.

Nemico dichiarato di jihadisti

Ateo, nemico dichiarato di jihadisti e feroce critico del potere ad Algeri, Sansal fu condannato a 5 anni di carcere per “attentato all’unità nazionale”. L’accusa faceva riferimento ad alcune dichiarazioni del mese precedente alla testata francese di estrema destra Frontières, riguardanti l’Algeria e il Marocco. Fu rilasciato un anno dopo, nonostante le sue deteriorate condizioni di salute, per una grazia concessa dal presidente algerino Abdelmadjid Tebboune.

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