Truffe analogiche

Lo schema Ponzi in Lamborghini e millantato (dis)credito mafioso

Si fingevano affiliati alle cosche calabresi per evitare di restituire il denaro alle vittime della frode

di Stefano Elli

Una McLaren 650S bianca, una Ferrari F12 rossa e una Lamborghini Huracán gialla Artur Nyk - stock.adobe.com

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La singolarità della vicenda non consta tanto nell’utilizzo dello schema Ponzi (vedere la scheda sotto) per truffare il prossimo. Bensì nel fatto di usare il noleggio di vetture di lusso ( Lamborghini Huracan e altre luxury car) come sottostante per metterlo in atto. Le nove ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e sei ai domiciliari) eseguite dal Nucleo di Polizia economica della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Bergamo, su richiesta della Pm Carmen Santoro e accolta dal Gip orobico Luca Bonifacio oltre al sequestro preventivo da 1,6 milioni, sono l’epilogo di una vicenda iniziata nel 2023 che ha coinvolto numerose persone convinte a investire il proprio denaro nel settore del noleggio delle auto di lusso.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti uno dei principali membri dell’associazione si presentava ai clienti millantando di essere un consulente finanziario e proponeva loro investimenti nel rent a car promettendo rendimenti compresi tra il 2 e il 7% mensili. Il denaro, invece, - hanno accertato gli investigatori - finiva direttamente nei conti bancari degli indagati. Solo una parte dei soL’escamotageldi veniva retrocesso agli investitori a titolo di plusvalenze. Questi, rassicurati dalla presunta bontà dell’investimento effettuato, attraverso il classico meccanismo del passa parola, coinvolgevano nel noleggio pure amici e parenti, facendoli inconsapevolmente cadere nella medesima trappola.

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Minacce e percosse

Chi cercava di rientrare in possesso dei propri soldi veniva brutalmente malmenato e minacciato di morte da soggetti che millantavano affiliazioni con il clan dei Piromalli di Gioia Tauro. Per agire sul territorio (la medesima operazione era nata a Bergamo, ma era stata esportata anche a Sesto Fiorentino e ad Arezzo, Brescia, Firenze, Mantova, Lecco, Monza Brianza e Vibo Valentia) erano attive una pattuglia di società (Sedicidodici Srl, Bitcorporate Srl, la Theo Srl e la Logitech Service Srl) tutte di fatto amministrate da Antonio Trabucchi, considerato dagli inquirenti la figura chiave dell’organizzazione. La particolarità delle prime tre è che tra i codici Ateco di cui erano dotate figura il numero 663000.

Il codice Ateco

Si tratta del codice attribuito alle società che svolgono attività nel settore dei fondi comuni d’investimento. Cosa di cui evidentemente non avrebbero mai potuto occuparsi, non essendo né Sim (Società d’intermediazione mobiliare) né Sgr (società di gestione del risparmio) e, dunque, non disponevano delle indispensabili autorizzazioni della Consob per potere operare. Proprio da questo, probabilmente nasceva l’equivoco: figurando come specialisti nel settore del risparmio gestito, in qualche modo, si accreditavano agli occhi degli investitori come consulenti finanziari specializzati.

L’escamotage

E forse la modalità del noleggio in luogo di strumenti finanziari in senso stretto sarebbe stato un escamotage per evitare di incorrere nelle sanzioni previste dal Testo Unico della Finanza. Così non è stato perché tra i reati ipotizzati figura anche l’abusivismo finanziario punito con la reclusione da uno a otto anni. Probabilmente perché la nozione di prodotto finanziario in Italia non è circoscritta agli strumenti finanziari tipizzati (azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni, o derivati) ma comprende anche altri investimenti. L’orientamento della Consob sotto questo profilo si basa sulla valutazione delle oggettive pattuizioni o meccanismi contrattuali correlati all’operazione di volta in volta considerata.

Gli elementi centrali di un investimento

Un investimento ha natura finanziaria in presenza di alcuni elementi. Il primo è l’impiego di capitale per porlo in essere, il secondo è la promessa come pure l’aspettativa di un rendimento, ossia di un profitto che consiste nell’accrescimento delle disponibilità investite prospettato sin dall’instaurazione del rapporto contrattuale e, infine, l’assunzione di un rischio direttamente correlato all’impiego di capitale. Si tratta di contratti che si configurano come prodotti finanziari atipici. In altri termini anche l’investimento in un noleggio può avere natura finanziaria ed essere proposto in condizioni di abusivismo.

Undici punti per conoscere le frodi ed evitarle

1 - Piattaforme abusive

Possono essere vere ma raccolgono denaro abusivamente. In questo caso vengono intercettate e chiuse d’autorità dalla Consob. Per verificare che le piattaforme siano autorizzate occorre controllare sul sito www.consob.it

 2 - Piattaforme false

Sono dei siti pirata che si spacciano per piattaforme d’investimento autentiche e ne hanno tutte le sembianze: hanno siti architettati in modo professionale e, in quasi tutti i casi, danno la possibilità di accedere al proprio estratto conto. Peccato che sia tutto falso, incluse le giacenze.

3 - Schemi piramidali

Quasi sempre sono degli schemi Ponzi costruiti sulla raccolta di pubblico risparmio fondata sul passa parola. Generalmente saltano quando il denaro che affluisce nel sistema non è più sufficiente a coprire il denaro che ne fuoriesce. Gli schemi Ponzi sono sempre esistiti ma nelle ultime varianti la loro pericolosità è ingigantita dalla rapidità del web e dalla transnazionalità che moltiplica a dismisura le somme in gioco.

4 - Phishing

Si presentano come domini del tutto simili a quelli legittimi, rendendo difficile distinguerli. Escogitano stratagemmi per spingere gli utenti a cliccare su Url trappola che rubano i dati (spesso sensibili) degli utenti. Finiscono per mettere in atto raggiri di varia entità. Con il phishing, inoltre, vengono messe in atto truffe che puntano ai wallet di critptovalute inducendo le vittime a comunicare le loro chiavi di accesso personali ai wallet.

5 - Pump and Dump

In questi schemi, che rappresentano una variante dell’insider trading, la truffa consiste nel fatto che i truffatori pubblicizzano una moneta cripto o un token e, attraverso mail o social media, sollecitano il pubblico ad acquistare finendo per gonfiarne il prezzo. Di recente si sono avuti casi che hanno avuto come sottostanti dei titoli poco liquidi quotati al Nasdaq, la Borsa dei titoli tecnologici Usa. Una volta raggiunto il picco, i frodatori procedono con massicce vendite delle loro quote causando un crollo dei prezzi e perdite per gli altri investitori.

6 - I professori

Un fenomeno in forte crescita è quello dei sedicenti professori di finanza che creano gruppi chiusi su vari social media (i più diffusi sono Telegram o whatsapp) cui si aggregano investitori ansiosi di apprendere la finanza praticandola direttamente. Vengono anche attribuiti loro dei gradi (come fosse una gerarchia di tipo militare) per fidelizzare i partecipanti e ottenere la loro “obbedienza”. Non sono tollerati dubbi né critiche e il dissenziente viene immediatamente bloccato.

7 - False App

Di recente si sono avuti casi limite di App fasulle scaricabili sui vari siti di store presenti su disparati device. Vengono scaricate a migliaia e vengono utilizzate come cavalli di Troia per sottrarre dati (che poi verranno smerciati sugli scaffali del dark web) ma anche denaro sia cripto sia Fiat.

8 - Deep Fake

Attraverso le nuovissime tecnologie disponibili grazie all’Intelligenza artificiale non è difficile creare dei reel o dei video falsi impersonati da persone note nei più disparati campi: dalla politica all’industria, dallo sport allo show business. Li si presenta sulle piattaforme social e si induce il pubblico a seguire i consigli di investimento forniti dai presunti Vip (in realtà ignari di quanto stia accadendo) su prodotti o strumenti finanziari inesistenti.

9 - Omaggio con tranello

Un recente caso ha riguardato il marchio della Nutella. I criminali creano profili “clone” di aziende famose o di influencer. Contattano la vittima tramite messaggi (su Instagram, WhatsApp, Telegram) annunciando una vincita straordinaria. Per sbloccare il “premio” (spesso un’auto, uno smartphone o un pacchetto crypto), viene chiesto di pagare una quota, una tassa o un anticipo. In alcuni casi, il link allegato al messaggio reindirizza a siti web contraffatti progettati per rubare i dati della carta di credito o le credenziali di accesso

10 - Malware

L’azione di Malware si avvia quando l’utente, spesso il dipendente di un’azienda, introduce inconsapevolmente il file infetto all’interno dei sistema che sta utilizzando (ad esempio aprendo un allegato e-mail, scaricando un programma contraffatto da internet o tramite supporti rimovibili). Una volta introdotto, il virus si diffonde ed esegue il suo compito distruttivo, come ad esempio corrompere file, rubare password, crittografare i dati. Il tutto per chiedere un riscatto (Ransomware) o spiare le attività dell’utente o dell’azienda target.

11 - La truffa Bilama

Spesso le vittime di truffe vengono avvicinate da organizzazioni che sostengono di essere in grado di recuperare le somme perdute. Come nel rasoio bilama la prima lama estrae il pelo e la seconda lama lo rade in profondità. Così nel caso delle frodi: i’investitore viene raggirato due volte. Visto che il sedicente salvatore spesso richiede ulteriori somme di denaro per non recuperare proprio nulla.

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