Livorno: atteso il nuovo waterfront per rigenerare la città
La riqualificazione urbana gira attorno al rapporto con l’acqua. Resta un’urgenza Palazzo Grande. Nel cuore della città l’immobile, che per anni ha ospitato un cinema e poi un teatro, è vuoto e abbandonato dal 2013
di Paola Pierotti
3' di lettura
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Vista dall’alto promette un centro storico tradizionale, fortificato, compatto. Ma quando si cammina per le vie, ad altezza uomo, si svela come città moderna, del 900, distrutta e ricostruita. Livorno, città con 160mila abitanti, terzo porto d’Italia con una zona industriale che ha sofferto pesantemente la crisi e che via via si sta riprendendo, guarda al suo futuro scommettendo sulla rigenerazione urbana.
Attenzione rivolta al rapporto con l’acqua, al ridisegno degli spazi pubblici, alla valorizzazione di immobili che hanno perso la loro funzione e possono diventare attrattori di nuove economie. Sfide e scommesse possibili per gli investitori interessati ad alzare il target nel settore residenziale e dell’hotellerie. Silvia Viviani, neo-assessore all’Urbanistica, ai Lavori Pubblici e con deleghe specifiche sul verde pubblico e il piano del porto, fa il punto con un bilancio dei primi sei mesi di insediamento della nuova giunta.
La struttura che si interfaccia con il porto non è un semplice waterfront ma una componente strategica per la riorganizzazione funzionale ed economica del porto e della città stessa. «Oggi sono in corso le progettazioni e le realizzazioni della Nuova Porta a Mare, della darsena europea, della nuova stazione marittima, con la delocalizzazione di alcune funzioni e la realizzazione del porto turistico nel porto mediceo e nella darsena nuova, con la riqualificazione delle aree contermini» dice. Obiettivo della nuova amministrazione: evitare che il centro storico non sia un retroporto, ma parte integrante di una città «aperta, capace di scommettere con coraggio sui cambiamenti del paesaggio urbano» commenta Viviani.
Tra i cantieri che si distinguono c’è quello della Porta a Mare, iniziato da anni, e che include attività che spaziano dallo student housing ai servizi per la nautica, dalla parte commerciale ad una quota residenziale e dedicata all'hotellerie. In campo per questa operazione che punta sulla valorizzazione delle ex officine, del molo mediceo e dell’arsenale in nuovi spazi da vivere c’è Igd, società quotata nel settore immobiliare retail, e per la progettazione è al lavoro Paolo Lucchetta+RetailDesign che nei prossimi mesi consegnerà la riconversione delle officine storiche.
Sempre in un contesto condiviso tra Autorità portuale e amministrazione comunale, si attende da anni la nuova stazione marittima, «legata al progetto di ampliamento del porto – racconta Viviani – e proprio in queste settimane è stato attivato un gruppo intersettoriale per dare concretezza al progetto, con ricadute dirette sull’interfaccia con la città, sull’organizzazione degli spazi con inevitabili effetti anche sull’economia».
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