Livelli educativi, il rischio nasce in famiglia per il 22% dei giovani
L’Istat mappa 78 indicatori su condizioni familiari, scuola e contesto sociale Penalizzato soprattutto il Mezzogiorno
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Il 21,7% degli under 20 vive in territori dove le condizioni familiari sono associate a un rischio educativo particolarmente alto. Aree concentrate soprattutto al Sud, tra cui le grandi città di Campania e Sicilia. È più contenuta la quota di giovani che cresce in zone a rischio elevato legato al contesto scolastico (2,9%) o sociale (8,6%). Sono queste le tre dimensioni dei fattori di rischio esaminati dalla Commissione Istat sulla povertà educativa: in base ai dati pubblicati dall’istituto, a conclusione di un percorso cominciato nel 2023, sulle competenze raggiunte il Nord ha livelli di apprendimento più alti, ma le competenze emotive e relazionali sono più solide al Centro e al Sud. In entrambi i casi la Sardegna registra i valori peggiori.
I trend nazionali
L’obiettivo era individuare le disuguaglianze che frenano la crescita di bambini e ragazzi, capire come misurarle e mappare le aree più colpite. Il risultato è stato un sistema di 78 indicatori, che descrivono fattori di rischio e competenze. Uno strumento che potrà essere aggiornato nel tempo, per misurare i progressi e valutare l’impatto delle politiche.
Negli ultimi anni l’Italia ha fatto grandi passi avanti sul fronte dell’abbandono scolastico. Nel 2025 il tasso è sceso all’8,2% (nel 2020 era al 14,2%), già sotto la soglia del 9% fissata dall’Ue come obiettivo per il 2030. Meno positivo il quadro sulle competenze, come ricostruito da una recente analisi del Sole 24 Ore (pubblicata il 20 aprile 2026). In base ai risultati dei test Invalsi 2024/25, quasi uno studente su due conclude la scuola media o superiore senza aver raggiunto i livelli minimi attesi in italiano e matematica. I fattori di rischio della povertà educativa, invece, finora non erano mai stati mappati in modo sistematico e la Commissione Istat segnala fragilità su vari fronti.
Nel 2024 il 43,8% dei giovani tra 6 e 19 anni non ha letto nemmeno un libro. Tra gli under 20, quasi quattro su dieci vivono in case sovraffollate (38,5%). Sul fronte della continuità didattica, circa un docente su quattro è supplente (24,4%).







