Il diritto del lavoro

Liti di lavoro in crescita. I giuslavoristi guardano alla specializzazione

In autunno primi corsi per ottenere il titolo di specialista. Pubblico impiego, previdenza e licenziamenti trainano l’aumento delle cause

di Valentina Melis

(Illustrazione di Jacopo Rosati)

3' di lettura

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Una professione antica ma capace di seguire le aziende e i lavoratori nelle trasformazioni che plasmano l’occupazione, dalle esigenze di sostenibilità (sociale, ambientale e di genere), per arrivare fino all’impatto dell’intelligenza artificiale. Sullo sfondo, la scuola di specializzazione per giuslavoristi, che dovrebbe prendere corpo a partire dal prossimo autunno. Gli avvocati giuslavoristi si occupano di contenzioso (che è in aumento, negli ultimi anni) ma sempre più anche di consulenza, sia per le imprese, sia per sindacati e lavoratori.

Contenzioso in ripresa

Le controversie di lavoro e previdenza iscritte nei tribunali italiani nel 2024 sono state 314.288, in crescita dell’11,7% rispetto al 2023, e con un trend al rialzo partito nel 2022 (dati appena pubblicati dal ministero della Giustizia). L’incremento riguarda soprattutto il pubblico impiego, che da 33.693 nuovi procedimenti iscritti in tribunale nel 2022 è passato a 81.496 nel 2024 (pesano le cause riconducibili al personale scolastico), ma anche la previdenza e il lavoro dipendente nel settore privato. In quest’ultimo ambito, in particolare, le liti sui licenziamenti iscritte in tribunale sono passate da 7.349 del 2022 a 10.564 del 2024.

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«È chiaro che il contenzioso è nella vocazione dell’avvocatura – spiega Tatiana Biagioni, presidente dell’Agi, l’associazione degli Avvocati giuslavoristi italiani – ma i legali dediti al lavoro sono sempre più impegnati anche nella consulenza, che è essenziale per prevenire le liti. Le nuove tematiche sulle quali i giuslavoristi affiancano le imprese – continua – sono spesso di derivazione europea, pensiamo alla direttiva Ue 970/2023 sulla trasparenza retributiva, che dovrà essere recepita dagli Stati entro giugno 2026, alle tematiche Esg, alla certificazione della parità di genere, introdotta nel nostro ordinamento in seguito al Pnrr. Anche sul fronte della sicurezza gli avvocati possono svolgere un ruolo cruciale».

Proprio il tema della sicurezza sul lavoro sarà al centro del prossimo convegno nazionale dell’Agi, che si svolgerà a Cagliari dal 9 all’11 ottobre, e sarà intitolato «Lavoro sicuro - Prevenzione, salute, benessere».

La contrattazione

Il legislatore sta dando sempre più spazio alla contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale, chiamata in causa da disposizioni con finalità diverse, dai premi di produttività alle causali dei contratti a termine. Da ultimo, la legge di iniziativa popolare approvata il 14 maggio, regola la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili d’ impresa. Anche qui, giocherà un ruolo importante la contrattazione territoriale e aziendale.

«La consulenza degli avvocati giuslavoristi – spiega ancora Tatiana Biagioni – può favorire lo sviluppo di una contrattazione più attenta e capace di prevenire i contenziosi, sia per le parti datoriali, che per sindacati e lavoratori. Peraltro, le continue riforme che hanno investito il lavoro negli ultimi anni richiedono competenze molto specifiche».

La specializzazione

La specializzazione degli avvocati è regolamentata fin dal 2015, ma con un percorso tormentato, che dal punto di vista normativo si è stabilizzato solo dal 2022.

Per gli avvocati giuslavoristi con esperienza è ormai una realtà: iniziano, infatti, in questi giorni i colloqui al Cnf per dichiarare specialisti gli avvocati che operano in questo settore da anni, in virtù delle competenze acquisite sul campo.

Tra pochi mesi, invece, al via la formazione. «In autunno – annuncia la presidente Agi – partirà un corso biennale organizzato con sette università e sette Consigli dell’Ordine degli avvocati, che conferirà il titolo di avvocato specialista in diritto del lavoro e della previdenza sociale».

La rivoluzione digitale

La rivoluzione in atto nel mercato del lavoro per l’avvento delle nuove tecnologie comporterà un cambiamento nelle tutele dei lavoratori? «È essenziale investire nella formazione – conclude Biagioni – come è stato fatto con il Fondo nuove competenze. Ma poi bisogna tenere a mente che gli algoritmi generano discriminazioni perché si nutrono di quelle già presenti nella realtà.

Mantenendo al centro i diritti, dunque, i luoghi di lavoro potrebbero diventare migliori, e la tecnologia essere utilizzata come un’opportunità».

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