Lione da assaporare lentamente tra tappe gastronomiche e gite in battello
Seconda città culturale di Francia con 30 musei d’eccezione, il suo nuovo cuore pulsante è la Valle della Gastronomia®, arteria del gusto di 620 Km che collega Borgogna a Provenza
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Oltrepassare il confine francese verso l’Alvernia-Rodano-Alpi significa immergersi in un palinsesto di paesaggi eclettici dove la storia antica dialoga costantemente con l’innovazione. Non è un caso che questa regione si sia imposta come un laboratorio a cielo aperto per un nuovo modo di intendere il turismo, grazie a una visione promossa da Auvergne-Rhône-Alpes Tourisme, che punta a trasformare il viaggio in un’esperienza sensoriale e partecipativa. Qui, il concetto di patrimonio ha smesso da tempo di essere statico per farsi racconto vivo, capace di unire la maestosità della natura a un saper fare artigianale che non teme il passare dei secoli.
L’arteria del gusto
Il cuore pulsante di questa rinascita è senza dubbio la Valle della Gastronomia®, un’ambiziosa arteria del gusto che si snoda per 620 chilometri collegando la Borgogna alla Provenza. L’Alvernia-Rodano-Alpi ne rappresenta il nucleo più creativo, con Lione che si erge fiera come capitale mondiale della gastronomia. Non si tratta di un semplice percorso stradale, ma di un invito a perdersi tra le eccellenze di tre regioni che hanno messo a sistema i propri prodotti. Lungo questo asse, la creatività degli chef lionesi reinventa i sapori locali, partendo da templi del gusto come le Halles de Lyon Paul Bocuse, dove sessanta tra produttori e ristoratori offrono il meglio del territorio.
Un esempio perfetto di questa filosofia è la nuova proposta “Dalla fattoria al piatto”, che permette di vivere una giornata nel Beaujolais partendo dai mercati per acquistare vini e prelibatezze (magari una tipica rosette o il celebre formaggio Saint-Marcellin), godersi un picnic tra i borghi delle “Pietre Dorate” e rientrare a Lione per un laboratorio di cucina con uno chef, concludendo la serata con una cena d’autore in uno dei 17 ristoranti stellati o in un autentico Bouchon Lyonnais, dove la tradizione delle “Mères Lyonnaises” vive ancora tra una quenelle di luccio e una tarte à la praline.
I mestieri tradizionali
Ma l’identità di questa terra risiede anche nei suoi mestieri tradizionali, che aprono le porte al pubblico grazie all’iniziativa “Entreprise et Découverte”. La città francese svela la sua anima industriale e artistica attraverso la seta: sulla collina della Croix-Rousse, il quartiere dei “Canuts” (gli operai della seta), è ancora possibile ammirare l’abilità dei tessitori e perdersi tra i muri dipinti. La città è infatti una galleria a cielo aperto con oltre 100 affreschi, come la celebre Fresque des Lyonnais, dove 31 personaggi storici della città sembrano osservare i passanti da una facciata in trompe-l’œil. Oltre due milioni di visitatori l’anno scelgono di esplorare i 460 siti produttivi che svelano il dietro le quinte dell’eccellenza francese.
A Vichy, ad esempio, si celebrano quest’anno i 200 anni della celebre pastiglia ottagonale: un’occasione unica per entrare nella storica fabbrica, scoprire come l’acqua termale si trasformi in una delizia iconica attraverso un film immersivo e laboratori gourmet. Poco lontano, a Sévrier, il bronzo continua a risuonare alla Fonderia Paccard, dove dal 1796 si fondono campane leggendarie come la “Savoyarde” del Sacro Cuore di Parigi. Assistere alla colata di metallo fuso è un’esperienza che unisce tecnica ed emozione, un rito che si ripete da sette generazioni.
















