Liguria, l’export prosegue nonostante i dazi Usa
Positive le attese su produzione e ordini nel terzo trimestre del 2025. Lo testimonia l’indagine della Confindustria ligure sulla manifattura
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L’introduzione dei dazi americani rappresenta una pessima premessa per export, consumi e investimenti in Italia; ma notizie positive vengono dal parziale rientro del prezzo del petrolio, dall’inflazione contenuta e dalla strada del taglio dei tassi, intrapresa nell’Eurozona. Tutti elementi che tendono a rendere moderatamente ottimiste le imprese a livello nazionale e che sostengono, anche in Liguria, il clima di fiducia tra le aziende dei settori manifatturieri, che resta improntato all’ottimismo. A registrarlo è l’indagine congiunturale sull’andamento dell’industria ligure nel terzo trimestre 2025, messa a punto dall’ufficio studi di Confindustria Liguria, che sottolinea, tra l’altro, come, «in un quadro di incertezza del commercio internazionale» rimangano «in territorio positivo le attese sulla produzione e sugli ordini». E la fiducia delle imprese liguri appare elevata anche sull’occupazione.
Entrando nel dettaglio dei singoli settori merceologici, si legge nel report, «migliora il clima di fiducia tra le aziende liguri dell’impiantistica metalmeccanica. Le previsioni sull’export non risentono dell’imposizione dei dazi e anche la produzione è prevista crescere, nel trimestre di riferimento. Bene anche ordini e occupazione».
Continua a essere improntato all’ottimismo anche il sentiment tra le industrie alimentari. «Fatturato e ordini - si legge nello studio - rimangono in territorio positivo; la produzione è attesa in aumento, nonostante l’incertezza sull’andamento delle esportazioni, il cui indicatore comunque rimane sopra alla soglia di parità. L’occupazione è in salita».
In controtendenza l’edilizia e i settori legati ai materiali da costruzione. Qui «il giro d’affari è previsto in frenata, per i prossimi mesi», dato che sono «terminati gli effetti del colpo di coda dei bonus governativi e dei cantieri legati al Pnrr. In flessione soprattutto l’attività delle imprese che lavorano oltreconfine». L’occupazione, peraltro, rileva Confindustria, «regge».
Secondo le aziende dell’elettronica, automazione e information technology, l’export è «ancora previsto in espansione». E si prefigura anche «una crescita moderata di ordini e produzione, alla quale si associa «fiducia sull’ampliamento degli organici». Sono «stazionarie, nel complesso, le previsioni delle aziende della plastica-gomma, e dell’industria tessile»: in entrambi i casi produzione, ordini ed export sono attesi in leggero aumento nel breve termine.


