Industria

Librerie al centro della vita culturale veneta

Il censimento. Promosso dalla Regione, curato dall’Associazione editori veneti, lo studio ha preso in considerazione esercizi sia indipendenti che di catena

di Valeria Zanetti

3' di lettura

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Sono presidi di cultura e luoghi d’aggregazione, che in molti casi hanno attraversato i secoli, caratterizzando la vita di quartieri e di intere comunità e che per la prima volta sono stati censiti.

Un lavoro promosso dalla Regione del Veneto, curato dall’Associazione editori veneti, e nell’ambito della legge regionale per la Cultura la quale, attraverso la delibera di Giunta numero 1478/2023, sostiene una serie di azioni finalizzate a valorizzare la funzione culturale e sociale espressa dalle librerie indipendenti per dare impulso alla diffusione di testi e collane e alla lettura, sostenendo finanziariamente alcuni progetti con il coinvolgimento delle associazioni di categoria della filiera come Aib, associazione italiana biblioteche sezione veneto; Aev, associazione editori veneti; Ali, associazione librai italiani; Sil, sindacato italiano librai e cartolibrai.

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L’indagine ha riguardato tutte le librerie attive sul territorio regionale, sia indipendenti che di catena, per creare una mappa dettagliata utile a lettori, biblioteche, associazioni, istituzioni, editori, scuole e alle stesse librerie, in un’ottica di collaborazione, aggregazione e scambio di idee. Accanto a questi esercizi, nel censimento sono state coinvolte anche le cartolibrerie, attività che spesso, soprattutto nelle periferie e nei piccoli Comuni, rappresentano l’unica importante fonte di diffusione del libro e della lettura.

Attraverso i dati raccolti, è stato creato un nuovo strumento – accessibile dal portale regionale Cultura Veneto – per la ricerca delle insegne, con la possibilità di conoscerne caratteristiche in termini di offerta, peculiarità e localizzazione. Consultando l’elenco dettagliato delle attività o esplorando la mappa interattiva, il lettore potrà scoprire le realtà del proprio territorio. Il portale realizzato permette, infatti, funzioni di ricerca articolate con geolocalizzazione delle librerie in ogni località (https://www.librerieveneto.it).

Nel censimento sono state contattate 890 unità (sulla base dei codici Ateco); 609 hanno risposto, mentre 339 sono i feedback ricevuti ritenuti pertinenti ai fini dell’indagine. Nel numero ci sono 73 attività di Venezia, 71 di Padova, 57 di Verona. Seguono Treviso (51), Vicenza (49), Belluno (24) e Rovigo (14). Si tratta in tutto di 250 librerie e 89 cartolibrerie. Preponderanti risultano le piccole e medie realtà indipendenti, che arrivano a contare l’82% del totale, superando quota 200. Il 54% delle librerie che hanno risposto al censimento si dichiara specializzata in uno o più settori, con una particolare attenzione al pubblico dei più giovani, sia con sezioni dedicate specificamente a bambini, ragazzi e prima infanzia sia con un’attenzione particolare rivolta ad alcuni generi come fumetti e manga, un universo sempre più rappresentato anche attraverso spazi e punti vendita dedicati.

Affiora anche la centralità sempre più evidente che le librerie assumono nel contesto e nelle comunità di riferimento: dal 2010 l’apertura di nuove attività è incrementata sia per le indipendenti (+45%) che per le attività in franchising (+41%), mentre tra le librerie che hanno alzato la saracinesca dal 2020, che sono il 18% del totale, la maggior parte risulta essere indipendente, a sottolineare l’importanza della “bibliodiversità” di questi presidi culturali. Per quanto riguarda il numero di dipendenti, le prime hanno una media di due addetti (63% dei casi), mentre le seconde ne contano tra i 3 e i 9 (66% dei casi). Quanto ai fatturati, le librerie indipendenti per lo più non superano i 100 mila euro annui (46%) e, nel 30% dei casi, un numero di libri tra i 2 e i 5 mila. Le librerie di catena o franchising registrano invece, per il 32%, ricavi tra 250 e 500mila euro e oltre la metà mette a disposizione tra i 15 e i 50mila titoli. Importante anche il ruolo di queste attività commerciali nella promozione di eventi: 86 librerie dichiarano di avere spazi dedicati alla realizzazione di manifestazioni, di cui 62 sono interni. Oltre la metà si trova in centri storici. Infine 33 librerie hanno convenzioni o accordi con altri soggetti per riuscire ad organizzare eventi (ad esempio, sale comunali, biblioteche, centri parrocchiali, ecc).

«Con questo primo censimento delle librerie del Veneto si è dato risalto a tutte le realtà presenti sul territorio regionale – spiega Chiara Finesso, presidente dell’Associazione editori veneti - dalle piccole alle più grandi, per avere un quadro completo del panorama librario territoriale, indirizzare possibili interventi e collaborazioni tra chi lavora nel settore, ma soprattutto dare modo ai lettori di esplorare, conoscere e frequentare le attività a loro più vicine».

Tra questi luoghi di cultura ed insieme di incontro, alcuni sono celebri a livello internazionale come la Libreria Acqua Alta di Venezia, nata come punto d’aggregazione per gli amanti della città e della sua cultura o la Palazzo Roberti nel cuore di Bassano del Grappa. E ancora Le due Zitelle di Belluno, con un catalogo che guarda ai piccoli editori o la storica Fioravanti di Rovigo, dal 1937 punto di riferimento per la città.

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