Lepas L8, la prova del suv super hybrid cinese che punta al premium
Il terzo brand creato per l’Europa dal gruppo Chery debutta con un suv plug-in. Buono il rapporto tecnologie, dotazioni e prezzo. Linea con effetto déjá vu.
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Il colosso cinese Chery prosegue la sua espansione in Europa con il nuovo marchio Lepas che si affianca a Omoda&Jaecoo. Tutti e tre sono stati creati per il Vecchio Continente dove, per la cronaca, sbarcheranno il prossimo anno anche i brand fuoristradistici Freelander e Icaur, oltre che quello capogruppo.
Lepas debutta con il suv di taglia medio-grande L8 ibrido plug-in che, manco a dirlo, appartiene alla Gen SH. Ovvero, quella dei modelli Super Hybrid lanciati, per non dire inventati, dai costruttori cinesi. Una specie proliferata molto e in fretta e che, a prescindere dal brand, ha spostato il traguardo dell’autonomia complessiva degli ibridi alla spina ben oltre i 1.000 chilometri. La L8 si prefigge di attrarre sia chi vorrebbe entrare nel mondo premium senza spendere una fortuna sia chi vuole attuare una spending revue che non implichi rinunce a tecnologie avanzate e a dotazioni complete e di alto livello.
Lepas L8, powertrain trimotore e tecnologie già noti
Lepas è un marchio che vuole distaccarsi a livello d’immagine dagli altri del gruppo Chery ai quali, però, resta legato a livello tecnologico. Infatti, la L8 si basa sull’architettura T1x dei suv Jaecoo 7 e Omoda 7 plug-in. Con questi modelli condivide anche il sofisticato powertrain formato da tre motori che eroga 279 cavalli abbinato a un cambio monomarcia. Il sistema è formato dal solito motore turbo a benzina a ciclo Miller di 1,5 litri con 143 cavalli e una coppia di 215 Nm che raramente spinge il suv poiché principalmente aziona un motore elettrico con 82 cavalli che genera corrente per la batteria o per il motore di trazione con 204 cavalli e 310 Nm di coppia. L’attività del sistema è completamente gestita dall’elettronica. Quindi, quando la batteria è carica la L8 è spinta solo dal motore elettrico più potente, quando il livello si avvicina al 25% l’unità a benzina si accende per fare funzionare quella che genera corrente elettrica, mentre quando si richiedono le prestazioni più elevate o in salita il motore a benzina viene collegato all’avantreno e lavora in parallelo con l’elettrico di trazione per erogare la massima potenza come un classico full-hybrid. La batteria con chimica Lfp da 18,4 kWh che promette percorrenze a emissioni zero che arrivano fino a 120 chilometri in città si può ricaricare con la corrente alternata a 6,6 kW dal 25 al 100% in meno di tre ore e con quella continua fino a 40 kW dal 30 all’80% in 20 minuti, mentre la funzione V2L che è di serie permette di cedere corrente a 220 Volt all’esterno. Il trimotore alla spina spinge la L8 sino a 180 all’ora e a 100 orari in 7”9, a fronte di un consumo medio omologato di 2,2 l/100 km e un’autonomia complessiva che arriva a 1.100 chilometri.
Lepas L8, linea con “ispirazioni” europee
Esteticamente la L8 rientra nel filone definito dai canoni stilistici che vanno per la maggiore fra i brand cinesi. Infatti, non ha una linea talmente originale da essere ben riconoscibile rispetto a quella di altri suv cinesi e, per di più, integra alcuni stilemi fortemente ispirati a quelli di modelli europei di fascia premium. Nello specifico, il frontale richiama con la grande mascherina trapezoidale e con la firma luminosa quello di molte Audi, mentre nella coda la fanaleria che percorre il portellone ricorda quella, per esempio, della Porsche Cayenne. Detto ciò, la linea è adeguatamente muscolosa come ci si attende da un suv ed equilibrata in rapporto alla lunghezza di 4,69 metri, alla larghezza di 1,7 metri, all’altezza di 1,69 metri e al passo di 2,80 metri.
Lepas L8, abitacolo grande, ben rifinito e digitalizzato razionalmente
Il corretto intreccio fra design e dimensioni della L8 determina all’interno una grande disponibilità di spazio anche nella zona posteriore dell’abitacolo, dove anche chi siede al centro si sistema comodamente grazie al pavimento piatto. L’interior design propone una plancia lineare sostenuta al centro dalla consolle su cui poggia il display verticale da 13,2” dell’infotainment che, controcorrente rispetto a quelli della maggiore parte dei brand cinesi, non nasconde i comandi delle principali funzioni vettura. Quindi, sono in vista nel display i comandi della climatizzazione e sulla consolle centrale assieme alla piastra ventilata per ricaricare gli smartphone ci sono gli interruttori fisici per alcuni servizi e per le modalità di guida Eco, Comfort, Sport, Ev e Custom, per personalizzare anche funzioni legate al livello di carica della batteria. Invece, purtroppo, i comandi per silenziare gli invadenti alert dei limiti di velocità e del minimo superamento della linea di corsia, così come quelli per impostare l’intensità della frenata rigenerativa sono in specifiche pagine dell’infotainment che, però, si raggiungono intuitivamente. L’infotainment con processore Qualcomm Snapdragon 8155 è rapido nell’eseguire i comandi, e supporta la connettività wireless per gli smartphone.







