Difesa

Leonardo e Rheinmetall firmano l’alleanza per i carri armati

I due gruppi hanno firmato gli accordi finali che suggellano l’alleanza italo-tedesca negli armamenti terrestri delineata in un Memorandum d’intesa il 3 luglio scorso

di Gianni Dragoni

3' di lettura

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Leonardo e Rheinmetall alle nozze per i carri armati. I due gruppi hanno firmato gli accordi finali che suggellano l’alleanza italo-tedesca negli armamenti terrestri delineata in un Memorandum d’intesa il 3 luglio scorso.

Rialzi in Borsa

Confermate le anticipazioni del Sole 24 Ore del 12 ottobre. Le azioni Leonardo il 14 ottobre sono salite del 3,24% a 21,06 euro. Quelle di Rheinmetall sono salite del 3,83% a 485,3 euro, il valore è quasi sestuplicato rispetto a quello di fine 2021 (circa 84 euro). Anche Leonardo ha avuto una forte crescita in Borsa da fine 2021, il valore delle azioni è più che triplicato, la capitalizzazione attuale è di 12,3 miliardi.

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Settore frammentato

Gli armamenti terrestri sono il settore più frammentato dell’industria europea della difesa, alla quale in seguito alla guerra Russia-Ucraina saranno destinate ingenti risorse pubbliche per aumentare le capacità militari. Cingolani ha firmato gli accordi con Armin Papperger, a.d. del colosso tedesco.

In arrivo commesse dell’Esercito per 23,2 miliardi

La sede ideale per un annuncio che dà il via a un riassetto dell’industria europea della difesa. È prevista la costituzione di una joint venture paritetica, con sede in Italia.

Il perno dell’accordo in prima battuta sono le future forniture all’Esercito italiano di 280 carri armati (metà da combattimento, l’altra metà veicoli di supporto) e oltre mille mezzi cingolati di fanteria leggeri, detti Aics o Aifv. Due maxicommesse per un valore stimato dal Dpp (Documento programmatico pluriennale della Difesa) in 23,2 miliardi di euro, nell’arco di 10-15 anni. La jv dovrà gestire i futuri contratti (non ancora firmati) con la Difesa italiana, avrà personale ma non stabilimenti di produzione. La produzione sarà fatta nelle fabbriche dei due gruppi.

Rheinmetall ha i prodotti che il vertice delle forze armate ritiene adatti per sostituire i vecchi carri Ariete e i blindati leggeri Dardo, come ha dichiarato al Sole 24 Ore il generale Luciano Portolano, quando ancora era segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti (dal 4 ottobre è capo di stato maggiore della Difesa). Prodotti che invece non ha Leonardo, fornitrice dei vecchi mezzi dell’Esercito, perché la sua azienda operativa nel settore, Oto Melara, da circa 30 anni non ha sviluppato nuove produzioni di questo tipo.

Cosa sono il Panther e il Lynx

La scelta è caduta sul carro armato pesante Panther Kf51 che il gruppo di Duesseldorf sta sviluppando da due anni. La produzione industriale non è ancora cominciata. L’altro mezzo prescelto è il Lynx, il cingolato leggero di fanteria sfornato da Rheinmetall, del quale il cliente di lancio è l’Ungheria (e non la Germania). I due mezzi verranno «italianizzati», come ha dichiarato il condirettore generale di Leonardo, Lorenzo Mariani, ci sarà una quota consistente di lavoro destinata al gruppo e ad altre aziende italiane. I primi veicoli Lynx dovrebbero arrivare in Italia dalla Germania entro la fine di quest’anno, questo almeno l’auspicio espresso dal generale Portolano per assegnare i nuovi mezzi ai reparti operativi. Per la produzione dei carri pesanti, i Panther, occorrerà più tempo, si prevede che arrivino nel 2027.

Cosa produrrà Leonardo

In particolare attraverso Oto Melara a La Spezia l’ex Finmeccanica costruirà le torrette, fornirà l’elettronica e le trasmissioni. I tedeschi forniranno l’arma e lo scafo. Anche il motore sarà di produzione tedesca. Le due aziende hanno detto che avranno ciascuna il 50% del valore delle commesse. Secondo il comunicato congiunto del MoU le linee di assemblaggio finale, i test di omologazione dei mezzi, le consegne e il supporto logistico saranno realizzati in Italia «con una quota italiana del 60%». Una parte del lavoro andrà anche alla Rheinmetall Italia, controllata del gruppo tedesco guidata dall’a.d. Alessandro Ercolani.

Il futuro carro pesante europeo

In una fase successiva l’obiettivo è quello di esportare i prodotti e partecipare alla realizzazione del «Main battle tank» (Mbt o Mgcs) europeo, il carro armato pesante. Lo scorso aprile i governi di Francia e Germania hanno firmato una dichiarazione d’intenti per il futuro carro europeo. Al protocollo hanno aderito le industrie dei due Paesi, Nexter per la Francia, Krauss-Maffei Wegmann (Kmw) e Rheinmetall per la Germania. Kmw costruisce il Leopard, è unita a Nexter da una holding comune (Knds) con sede ad Amsterdam, ma è rivale di Rheinmetall, che costruisce la canna del Leopard e tutta l’arma.

Si incrina il piano franco-tedesco

Nel firmare l’intesa con Leonardo, Papperger si sfila dal progetto francotedesco e sceglie un’alleanza italiana anche per il futuro programma europeo. Per Cingolani è la prima alleanza internazionale di peso nel suo mandato, giunto a metà percorso.

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  • Gianni Dragoni

    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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