Innovazione

Leonardo apre la sua AI Factory e recluta giovani nel metaverso

L’azienda specializzata in sistemi per la sicurezza globale presenta la piattaforma «Open»: un mondo virtuale pensato per attrarre neolaureati in materie Stem. A illustrare ai candidati le tante posizioni aperte ci sono avatar delle figure professionali

di Antonio Larizza

Da sinistra: Antonio Buonfiglio,  Antonio Larizza, Greta Radaelli

3' di lettura

3' di lettura

L’industria europea della difesa, al bivio tra rischi e scelte fatali, non ha mai avuto davanti a sé sfide così globali come quelle di oggi. Ma nemmeno strumenti tecnologici così potenti per provare ad affrontarle. Tra questi, il più potente è l’uso combinato di intelligenza artificiale e supercalcolo.

Leonardo arriva a questo appuntamento preparata, grazie a un processo di trasformazione avviato nel 2019 dall’attuale amministratore delegato Roberto Cingolani. La svolta principale nel dicembre 2020, con l’accensione del Davinci-1: un supercomputer da 5 milioni di miliardi di operazioni al secondo destinato a cambiare per sempre il volto della più importante azienda italiana della difesa e dell’aerospazio.

Loading...

«Grazie alla visione lungimirante di Cingolani - spiega Greta Radaelli, head of Advanced cognitive solution di Leonardo, intervenuta ieri al Festival dell’economia di Trento durante il panel “Scalare l’AI col supercalcolo. L’impronta digitale di Leonardo” - oggi l’azienda ha due importanti asset: un’infrastruttura per il supercalcolo e dei laboratori che fanno ricerca di frontiera sul digitale».

Entro fine anno, Davinci-1 sarà potenziato e raggiungerà i 20 Petaflops di potenza. Oggi sono circa 2mila gli ingegneri che accedono al supercalcolatore. Combinando potenza di calcolo e algoritmi di intelligenza artificiale proprietari, fanno simulazioni quasi in tempo reale sulla fluidodinamica di elicotteri e aerei, studiano come analizzare il carico cognitivo dei piloti in situazioni di stress, indagano come migliorare i sistemi radar integrandoli con l’AI, sviluppano avanzati sistemi per previsioni meteo a uso militare su brevi periodi di tempo (Nowcasting) o ancora sistemi in grado di restituire un modello 3D di un oggetto partendo da una semplice fotografia.

Questi asset sono diventati così strategici da essere stati riuniti nel nuovo centro Advanced cognitive solution. «È una sorta di Ai Factory, che riunirà in un unico contesto i laboratori digitali di Leonardo dedicati ai temi dell’intelligenza artificiale, delle deep digital technologies e del quantum comuputing», spiega Radaelli, che è stata scelta per dirigere questa Ai Factory interna.

Nel nuovo centro lavorano giovani ricercatori come Antonio Buonfiglio, 31 anni, AI Specialist in Leonardo. Con una laurea in fisica dei biosistemi alla Sapienza di Roma e un dottorato in neuroscienze computazionali presso l’Università di Bologna, Buonfiglio avrebbe avuto il curriculum ideale per essere uno dei 97mila giovani laureati che negli ultimi 10 anni hanno lasciato l’Italia (si veda il Sole 24 Ore di giovedì 22 maggio). «Il rischio c’è stato – ha confessato ieri intervenendo al Festival dell’economia – ma in Leonardo ho trovato un ambiente ad alto tasso innovativo e la possibilità di crescere restando in Italia».

Non c’è da stupirsi. Leonardo ha fame di giovani con competenze Stem. Tanto che per colmare questo gap la scorsa settimana ha reso fruibile uno strumento dedicato ai giovani. Si chiama «Open» ed è un metaverso pensato per aprire le porte dell’alta tecnologia alle nuove generazioni. In un mondo virtuale e immersivo, avatar delle figure professionali di Leonardo interagiscono con i gemelli digitali dei prodotti dell’azienda, guidando i visitatori interessati alle opportunità di carriera hi-tech del gruppo.

Ma le novità non finiscono qui. «Grazie al calcolo ad alte prestazioni, Leonardo ha creato asset e competenze che saranno portate sul mercato», ha spiegato Radaelli. Il riferimento è alla neonata linea di business Leonardo hypercomputing continuum (LHyC), con cui l’azienda conta di generare entro i prossimi 5 anni 230 milioni di ricavi vendendo servizi basati su supercalcolo e intelligenza artificiale ad aziende che operano in settori diversi da quelli della difesa e dell’aerospazio: dall’energia alla sanità, dai trasporti alla finanza. Tutti settori alle prese con sfide globali e in cerca di strumenti potenti per poterle affrontare.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti