Leo: «Saranno unificati i redditi finanziari»
Al Salone del risparmio il vice ministro dell’Economia spiega come funzionerà la tassazione del risparmio con la riforma fiscale
di Antonio Criscione
2' di lettura
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La riforma fiscale sarà una rivoluzione per i redditi di natura finanziaria. Lo ha annunciato alla prima giornata del Salone del risparmio (I’annuale kermesse di Assogestioni), Maurizio Leo, viceministro dell’Economia. Secondo Leo la situazione allo stato attuale non è più sostenibile, con la differenza della distinzione tra redditi diversi e redditi da capitale con gli attuali limiti alla compensabilità tra le diverse categorie. «Gli interventi che nel tempo sono stati fatti per ridurre questa situazione - commenta Leo - alla fine l’hanno ulteriormente complicata. Si pensi all’introduzione dell’equalizzatore, che ha finito per aggravare i problemi».
La soluzione
Secondo Leo dunque la soluzione è superare la divisione attuale, arrivando a una categoria di redditi unica che permetta di compensare perdite e utili anche trasversalmente rispetto alle categorie attuali, che non lo consentono. «Innanzitutto stiamo cercando - spiega Leo - di creare un’unica categoria reddituale, quella dei redditi di natura finanziaria, dove vanno a confluire i redditi di capitale e i redditi diversi di natura finanziaria. I tempi sono maturi per arrivare a una soluzione di questo tipo. Consentire una compensabilità a 360 gradi e non solo per le gestioni patrimoniali dove è possibile già effettuare compensazioni. Bisogna quindi andare a creare meccanismi compensativi più estesi. Oggi i redditi di capitale sono tassati al lordo, i capital gain sono tassati attraverso meccanismi di minus e plus con eccedenze riportabili nei quattro anni. Ha senso mettere tutto insieme e consentire la compensabilità di redditi di capitale e redditi diversi».
Vantaggi anche per il Fisco
Questa soluzione secondo il vice ministro serve anche per evitare possibili abusi. «Ci sono attualmente forme elusive per aggirare questi meccanismi, come per esempio il ricorso ai derivati. Come pure per salvaguardare il capitale si investe in titoli obbligazionari piuttosto che sul capitale, e questo è in contraddizione con la necessità di favorire gli investimenti nell’economia reale».
Il meccanismo
Secondo Leo, nella nuova categoria la tassazione avverrà per cassa: «perché la cassa è l’elemento che contraddistingue la disponibilità del reddito». Quindi nessuna forma più di tassazione sul maturato. La compensabilità però dovrebbe escludere, almeno per il momento, a quanto è dato capire, la possibilità di interventi di riduzione sulle aliquote, anche perché già quell’intervento richiederà necessità di coperture. Non sembra verosimile a breve arrivare a ulteriori “sconti” sul trattamento fiscale.


