Prodotti

Lenovo al CES 2026: il PC diventa una macchina intelligente, nasce Qira

Al Tech World quest’anno al Ces di Las Vegas, Lenovo presenta Qira, l’AI personale che vive tra dispositivi, l’obiettivo è uno solo: portare l’intelligenza artificiale integrata nella macchina

di Luca Tremolada

7' di lettura

English Version

7' di lettura

English Version

Il PC non è morto. Si è solo messo a studiare intelligenza artificiale. Al Tech World quest’anno ospitato al CES 2026 di Las Vegas Lenovo porta in scena una gamma sterminata di nuovi computer – business e consumer – tutti con la stessa ossessione: rendere l’AI invisibile, ma concreta. In questo caso il contesto conta perché i manager delle multinazionale hanno scelto come palco Sphere, una sfera gigante alta 112 metri, larga 157, costata 2,3 miliardi di dollari. Non un palazzetto. Un computer abitabile.

Lenovo ha giocato in grande. Sul palco dello Sphere sono attesi tra gli altri Jensen Huang (Nvidia), Lisa Su (Amd), Lip-Bu Tan (Intel) e Cristiano Amon (Qualcom), in pratica l’industria dei semiconduttori made in Usa. Yuanqing Yang, presidente e ceo di Lenovo ha voluto inziare con al suo fianco Jenseng Huang per presentare Ai Cloud Gigafactory un nuovo programma di fabbrica di intelligenza artificiale su scala gigawatt che va ad ampliare la collobarazione tra le due Big Tech. L’obiettivo è portare online più velocemente ai provider di cloud di intelligenza artificiale carichi di lavoro e applicazioni di intelligenza artificiale di nuova generazione.

Loading...

«Nell’era dell’intelligenza artificiale, il valore non si misura più solo in base alla potenza di calcolo, ma anche in base alla velocità con cui produce risultati», ha affermato Yuanqing Yang, Presidente e CEO di Lenovo . «Insieme, Lenovo e NVIDIA stanno spingendo i confini delle fabbriche basate sull’intelligenza artificiale a livello di gigawatt, semplificando l’implementazione di infrastrutture cloud-scale che consentono di trasferire l’intelligenza artificiale in produzione più rapidamente, con maggiore efficienza e prevedibilità».

Il secondo annuncio è quello che loro definiscono un super agente capace di portare una intelligenza artificiale personale all’interno dell’hardware in modo di sfruttare l’ecosistema di prodotti Lenovo aumentando il contesto e orchestrando gli LLM degli attori in campo. E’ l’inizio dell’era dell’Ai-on-device su cui la multinazionale intende puntare con grande forza.

«Al CES - spiegato Luca Rossi President of Intelligent Devices Group, Lenovò - l’AI personale prende vita in tutto il nostro portafoglio, dai concept rivoluzionari ai nuovi smartphone, fino ai dispositivi gaming, consumer e aziendali. Democratizzando l’AI e consentendo a un unico super agente AI di operare senza soluzione di continuità su molti dispositivi – dai laptop AI agli smartphone AI fino ai wearable agent-native – stiamo realizzando la visione Smarter AI for All e trasformando l’AI personale in un potente elemento distintivo nel mondo reale». La trduzione è una intelligenza artificiale integrata nell’hardware, privata e personale. Lenovo e Motorola l’hanno chiamata Qira, «una nuova era dell’AI personale: progettata attorno agli utenti, basata sulla fiducia e modellata dal loro controllo».

Cosa è Qira?

La vera scommessa è Qira, è il pezzo più ambizioso del puzzle Lenovo ed è anche il più rischioso.Non è un assistente vocale. Non è un chatbot. Qira è un’AI ambientale, integrata a livello di sistema. Vive tra PC, tablet e smartphone Lenovo e Motorola. Non si apre. Non si lancia. Promette di essere presente ed integrata. La promessa è forte: continuità totale. Cambi dispositivo, cambi contesto, ma l’AI ricorda cosa stavi facendo. Ti aggiorna se ti assenti. Ti suggerisce il prossimo passo. Scrive con te, riassume per te, ascolta per te. Lenovo parla di tre pilastri: presenza, percezione, azione.

In pratica: Qira capisce il contesto, interpreta le intenzioni, agisce in autonomia. Il tutto con un’architettura ibrida, dove gran parte dell’elaborazione resta sul device. Privacy-first, dicono. Lenovo Qira è progettata con la privacy by design. La sua architettura ibrida di AI privilegia l’elaborazione sul dispositivo per mantenere i dati personali locali, mentre i servizi cloud sicuri estendono le funzionalità con solide garanzie e controllo da parte dell’utente. Ogni aspetto dell’esperienza Lenovo Qira è pensato per essere sicuro, etico e responsabile.

Il rollout parte nel 2026. Graduale. Prudente. Perché qui la sfida non è tecnica, ma culturale. Convincere gli utenti a fidarsi di un’AI sempre presente è molto più difficile che lanciare un nuovo laptop.Qira è la scommessa Lenovo sull’AI come infrastruttura invisibile. Se funziona, cambia il modo di usare i dispositivi. Se fallisce, resta un’idea affascinante.

Cosa promette di fare?

Lenovo Qira nasce da un’idea semplice: l’utente è uno solo, i dispositivi sono molti. PC, smartphone, tablet, smartwatch. Cambiano gli schermi, non cambia la testa. L’AI, invece, di solito riparte ogni volta da capo. Qira prova a rompere questo schema.

Non è un chatbot da aprire quando serve. È un’intelligenza incastonata nel sistema operativo, sempre presente ma mai invadente. Sta lì, come la corrente elettrica: non la vedi, ma se manca te ne accorgi subito. Puoi chiamarla con la voce, con un tasto, con un gesto. Oppure ignorarla. La differenza è che lei sa quando intervenire e quando restare in silenzio, adattandosi alle abitudini di chi usa i dispositivi Lenovo e Motorola.

La vera ambizione, però, è farle fare cose. Qira non si limita a suggerire: agisce. Può portare avanti un’attività usando l’AI locale, anche senza connessione, coordinando app diverse e dispositivi diversi. L’utente smette di essere il project manager di ogni micro-passaggio. Dice cosa vuole ottenere, non come farlo. È il passaggio dall’assistente che risponde all’agente che lavora.

Per farlo, Qira ha bisogno di memoria. Non una memoria generica, ma una costruita nel tempo, fatta di documenti, interazioni scelte dall’utente, contesto. Tutto dichiaratamente basato su consenso e privacy, almeno nelle intenzioni. Questa percezione “cross-device” le permette di capire dove sei rimasto, cosa stai facendo, cosa fai di solito dopo. Non indovina il futuro, ma riconosce gli schemi. Ed è spesso più che sufficiente.Lenovo Qira nasce da un’idea semplice, quasi banale, ma che finora nessuno ha davvero risolto: l’utente è uno solo, i dispositivi sono molti. PC, smartphone, tablet, smartwatch. Cambiano gli schermi, non cambia la testa. L’AI, invece, di solito riparte ogni volta da capo. Qira prova a rompere questo schema.

Non è un chatbot da aprire quando serve. È un’intelligenza incastonata nel sistema operativo, sempre presente ma mai invadente. Sta lì, come la corrente elettrica: non la vedi, ma se manca te ne accorgi subito. Puoi chiamarla con la voce, con un tasto, con un gesto. Oppure ignorarla. La differenza è che lei sa quando intervenire e quando restare in silenzio, adattandosi alle abitudini di chi usa i dispositivi Lenovo e Motorola.

La vera ambizione, però, è farle fare cose. Qira non si limita a suggerire: agisce. Può portare avanti un’attività usando l’AI locale, anche senza connessione, coordinando app diverse e dispositivi diversi. L’utente smette di essere il project manager di ogni micro-passaggio. Dice cosa vuole ottenere, non come farlo. È il passaggio dall’assistente che risponde all’agente che lavora.

Per farlo, Qira ha bisogno di memoria. Non una memoria generica, ma una costruita nel tempo, fatta di documenti, interazioni scelte dall’utente, contesto. Tutto dichiaratamente basato su consenso e privacy, almeno nelle intenzioni. Questa percezione “cross-device” le permette di capire dove sei rimasto, cosa stai facendo, cosa fai di solito dopo. Non indovina il futuro, ma riconosce gli schemi. Ed è spesso più che sufficiente.

Da qui nascono le esperienze concrete. Se ti allontani, Qira ti rimette in carreggiata quando torni. Se stai scrivendo, entra direttamente nel foglio e ti aiuta a trasformare idee confuse in testo leggibile, senza costringerti a cambiare app o a fissare una pagina bianca. Se sei in riunione, ascolta, trascrive, traduce e sintetizza, così la memoria non resta appesa alla buona volontà di chi prende appunti. Se stai lavorando su uno schermo condiviso o con la fotocamera attiva, capisce cosa stai mostrando e cosa stai dicendo, rendendo l’interazione con l’AI continua e naturale.

Nei momenti che richiedono più concentrazione, Lenovo ha pensato anche a spazi dedicati, come Creator Zone, dove l’AI aiuta a creare e modificare contenuti visivi riducendo il rumore digitale. Meno notifiche, meno distrazioni, più controllo creativo. Una rarità, nel mondo dell’AI che parla sempre.

Le novità di prodotto.

Nel mondo business spiccano i nuovi ThinkPad X1 Aura Edition e ThinkPad X9 15p. Dentro c’è silicio Intel Core Ultra con NPU dedicate. Fuori, design modulare e riparabile. Lenovo parla di +20% di dissipazione termica e di manutenzione semplificata. Traduzione: più potenza, meno fermo macchina.

ThinkPad X1 Carbon Gen 14 and ThinkPad X1 2-in-1 Gen 11 Aura Editions

Prezzi? X1 Carbon da 1.779 euro, X9 15p da 1.889 euro. PC premium, ma pensati per durare.

ThinkCentre X AIO Aura Edition

Sulla scrivania arrivano i ThinkCentre X: desktop che fanno girare modelli AI fino a 70 miliardi di parametri in locale. Il ThinkCentre X AIO Aura Edition Copilot+ PC¹⁶ è dotato di un display QHD da 27,6 pollici con rapporto 16:18, che offre un’area di visualizzazione unica, quasi quadrata, ideale per creator, programmatori e professionisti dei dati che traggono vantaggio dalla possibilità di vedere due pagine A4 o set di dati completi in un comodo formato verticale. Con Lenovo Share Zone, l’AIO diventa contemporaneamente computer e monitor, dividendo lo schermo in due sezioni per mostrare i contenuti dell’AIO da un lato e quelli di un dispositivo esterno collegato dall’altro.L’AI non vola sempre nel cloud. A volte resta sotto la scrivania.

ThinkPad X9 15p Aura Edition

Sul fronte consumer, l’ecosistema Yoga diventa un laboratorio creativo. Il Yoga Pro 9i Aura Edition monta GPU Nvidia RTX 50 e display OLED Tandem da 3.2K. È un laptop che strizza l’occhio a creator e videomaker. Il messaggio è chiaro: l’AI non serve solo a scrivere mail, ma a produrre contenuti.

Lenovo chiama tutto questo Smarter AI for All. Più che uno slogan, una strategia industriale. 69 miliardi di dollari di fatturato globale aiutano a sostenerla. C’è anche una lettura industriale. Lenovo è il primo produttore mondiale di PC. Margini sottili. Volumi enormi. L’AI diventa il modo per differenziarsi senza rincorrere solo il prezzo.

In un mercato saturo, Lenovo sceglie la via della normalizzazione dell’AI. Meno hype, più integrazione.

Se riuscirà a far percepire l’intelligenza artificiale come qualcosa di naturale – e non come l’ennesima feature da imparare – allora avrà vinto la partita più difficile.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti