Lendlease vicina alla cessione di Santa Giulia a Bizzi & Partners
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Lendlease vicina alla cessione di Santa Giulia a Bizzi & Partners
Il colosso immobiliare australiano lascia Italia ed Europa vendendo anche gli asset esistenti. L’operazione sulla carta vale 1,8 miliardi di euro per terreno e investimenti
È uno degli sviluppi immobiliari più ampi di Milano, e discussi, avviato nel corso del 2004 e non ancora giunto a compimento. Una storia quella di Milano Santa Giulia iniziata negli anni Duemila con Luigi Zunino e arrivata fino a oggi tra bonifiche e lavori travagliati, cambi di proprietà e immobili invece ultimati. Tra questi l’Arena che ha ospitato l’hockey nelle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 e di proprietà oggi dei tedeschi di Eventim. All’orizzonte, neanche tanto lontano, si potrebbe preparare l’ennesimo passaggio di mano per l’area di Rogoredo.
Già da mesi, infatti, circola insistente la voce che il gruppo australiano Lendlease, attuale proprietario, stia pianificando di lasciare gradualmente l’Europa, a eccezione di Londra, per concentrare capitali e investimenti in Australia.
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L’offerta di Bizzi & Partners
A comprare lo sviluppo restante dell’area di Santa Giulia sarebbe, secondo le indiscrezioni di mercato, Bizzi & Partners, società di sviluppo immobiliare che fa capo a Davide Bizzi, che tornerebbe così a occuparsi di una vasta area da riqualificare dopo l’addio a Milanosesto nel 2018 quando cedette il progetto dell’ex area Falck alla cordata allora formata da Hines e Prelios. Rimangono alcuni nodi da sciogliere relativi alla cessione. Bizzi & Partners ha avanzato un’offerta binding, per la quale avrebbe ottenuto una proroga e sulla quale Lendlease starebbe facendo le ultime valutazioni. La banca capofila sarebbe secondo le voci Intesa Sanpaolo, ma sarebbero coinvolti anche capitali mediorientali, in un momento in cui la guerra lanciata dagli Usa contro l’Iran si sta pericolosamente allargando. Se l’operazione dovesse andare in porto la Sgr chiamata a gestire il fondo nel quale si troverebbero le aree è, sempre secondo le voci, Kryalos di Paolo Bottelli.
L’area e il progetto ancora da sviluppare
Al momento la superficie totale ancora edificabile è di circa 385mila metri quadri, di cui residenziale per oltre 277mila mq, per un totale di 3mila appartamenti, retail per 59mila mq, uffici per 30.657 mq e infine hospitality per i restanti 17.500 mq, oltre a 200mila mq di verde. Le aree sarebbero state valutate circa 450 milioni di euro, più in generale secondo indiscrezioni i costi di sviluppo totali (incluse urbanizzazioni e bonifiche) arriverebbero a 1,8 miliardi. A riprova che Lendlease vuole lasciare il Paese anche il mandato avviato per vendere alcuni immobili già realizzati come gli uffici Spark 1 e 2 oggi affittati a Saipem.
Il progetto ancora da sviluppare ha tempi di realizzazione totali di 8-9 anni e lo sviluppo completo verrà realizzato in lotti. Il completamento delle bonifiche e le urbanizzazioni richiederanno quattro anni di lavoro, mentre le aree già bonificate saranno sviluppate in circa quattro anni con il risultato che la data del completamento degli ultimi lotti sarà con ogni probabilità il 2035.
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Come detto il perimetro dell’operazione riguarda esclusivamente il nuovo sviluppo per portare a compimento la rigenerazione di un progetto nato vent’anni orsono dalla riconversione di oltre un milione di metri quadrati di ex aree industriali. Dopo la dismissione industriale negli anni Ottanta - l’area ospitava in passato stabilimenti chimici e siderurgici, tra cui quelli della Montedison e delle Acciaierie Redaelli - , il sito è rimasto inutilizzato fino alla fine degli anni Novanta, quando l’imprenditore Luigi Zunino, attraverso la società Risanamento, acquisì i terreni con l’obiettivo di realizzare una nuova “città nella città”, uno sviluppo visionario che si è scontrato con la realtà. L’idea iniziale di una avenue del lusso e delle case di prestigio disegnate da Norman Foster non si è mai concretizzata. I cantieri partirono nel lontano 2005 e nei primi anni furono realizzate alcune residenze, infrastrutture locali e poli direzionali, tra cui il campus di Sky Italia nella zona di Rogoredo. L’impulso decisivo è arrivato anni dopo dall’ingresso dello sviluppatore australiano Lendlease. Che ora però se ne vuole andare.
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