Lempertz, la forza della specializzazione nel mercato globale delle aste
Tra stime prudenti, aste pubbliche e attenzione ai nuovi collezionisti, la maison tedesca guidata da Isabel Apiarius-Hanstein consolida un modello alternativo ai grandi gruppi internazionali
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I punti chiave
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Negli ultimi anni il mercato internazionale delle aste ha visto una crescente polarizzazione. Da un lato, gruppi come Sotheby’s e Christie’s hanno ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre le vendite d’arte, sviluppando attività nei settori del lusso, degli orologi, dei gioielli e delle esperienze dedicate a una clientela internazionale. Dall’altro, operatori come la casa d’aste Lempertz hanno continuato a investire in ambiti storicamente legati alla cultura del collezionismo europeo, consolidando comparti come Old Masters, fotografia, arti decorative e arte moderna tedesca. Si tratta di due modelli che riflettono geografie e dinamiche differenti. Le grandi case anglosassoni sono sempre più orientate verso un mercato globale dominato da opere multimilionarie, grandi collezioni e nuovi centri di ricchezza in Asia e nel Golfo Persico. Lempertz, al contrario, continua a rivolgersi prevalentemente a una fascia medio-alta del collezionismo europeo, puntando sulla competenza specialistica, sulle relazioni di lungo periodo con collezionisti e istituzioni e su una conoscenza approfondita dei singoli segmenti di mercato. A questa impostazione si affiancano una politica di stime generalmente prudenti, valori calibrati sulle condizioni reali del mercato e una forte attenzione alla qualità storico-artistica delle opere, con una minore dipendenza dai risultati record che caratterizzano il vertice del mercato internazionale.
È proprio all’interno di questa visione che si inserisce la nuova generazione della famiglia Hanstein. Alla guida dell’azienda c’è oggi Isabel Apiarius-Hanstein (classe 1988), amministratrice delegata della maison, che affianca il padre Henrik Hanstein, figura centrale nella storia recente della casa d’aste. Nel 2025, Lempertz ha registrato un volume d’affari pari a 46,4 milioni di euro con risultati record, guidati da capolavori riscoperti degli Old Masters e da importanti collezioni private. Tra i top lot dell’anno una natura morta di Jan Davidsz. de Heem, «Still Life with Flowers and Fruits on a Stone Ledge» aggiudicata per 3,16 milioni di euro (stime tra 1-1,5 milioni di euro). L’andamento di Lempertz in questi primi mesi del 2026 ha confermato un mercato tendenzialmente solido, trainato da un’attenzione per i capolavori museali e collezioni private storiche, nonostante le incertezze geopolitiche.
Specializzazione, prudenza e nuovi collezionisti
Se il mercato degli ultimi anni è stato caratterizzato dalla crescente diffusione di strumenti finanziari come le garanzie e dall’espansione delle private sale, Lempertz continua ad adottare un approccio più selettivo. Isabel Apiarius-Hanstein spiega che la maison non considera le garanzie un elemento centrale della propria strategia commerciale. “Ogni negoziazione è diversa”, osserva, sottolineando come la casa d’aste preferisca valutare caso per caso piuttosto che ricorrere sistematicamente a uno strumento sempre più utilizzato dai grandi operatori internazionali per assicurarsi le opere più importanti. Anche sul fronte delle private sale, Lempertz mantiene una posizione relativamente tradizionale. Pur operando nel settore delle trattative riservate, la casa d’aste continua a considerare l’asta pubblica il proprio principale terreno d’azione, confermando la centralità del meccanismo competitivo e trasparente che storicamente caratterizza il suo modello di business.
Le sfide, tuttavia, cambiano sensibilmente da un dipartimento all’altro. Nel segmento Old Masters la difficoltà principale è reperire opere di qualità museale che possano ancora arrivare sul mercato, mentre nell’arte moderna e contemporanea il problema è rappresentato, soprattutto, dall’intensa concorrenza tra operatori e dalla crescente importanza della negoziazione con collezionisti e venditori. A queste dinamiche di mercato si aggiunge una questione che Apiarius-Hanstein considera fondamentale: la formazione di una nuova generazione di collezionisti. “Dobbiamo insegnare ai giovani che l’arte non deve necessariamente essere costosa per essere significativa” afferma. Una riflessione che rimanda a un’idea di collezionismo meno speculativa e più legata all’esperienza culturale dell’opera. La stessa prudenza emerge nella definizione delle stime. “Se nel biennio 2021-2022, durante una fase di forte espansione del mercato, era possibile adottare valutazioni più aggressive, oggi il contesto economico e geopolitico induce a un atteggiamento più cauto e preferiamo essere conservativi” spiega Apiarius-Hanstein, riconoscendo come l’incertezza internazionale abbia reso più complesso prevedere il comportamento dei collezionisti e l’andamento delle vendite.
I prossimi appuntamenti: moderno, contemporaneo e Margulies Collection
Il 5 e 6 giugno Lempertz torna a Colonia con le aste dedicate all’arte moderna e contemporanea e alla fotografia, quest’ultima arricchita da una selezione proveniente dalla Margulies Collection appartenuta al collezionista americano Martin Z. Margulies. Uno dei pezzi forti dell’asta è una stampa d’epoca di Irving Penn che ritrae un padre inginocchiato accanto al proprio figlio, seduto su uno sgabello girevole e che fissa stoicamente lo spettatore (lotto 581, 15.000/20.000 euro). La fotografia è stata scattata nel 1948, quando Penn, al termine di un servizio di moda per “Vogue” in Perù, visitò l’antica capitale Inca, Cuzco, sugli altipiani andini, dove – affascinato dalla presenza visiva della popolazione indigena – affittò spontaneamente lo studio di un fotografo locale per tre giorni e realizzò ritratti degli abitanti del luogo in cambio di un compenso. Mentre si presentavano con orgoglio nei loro abiti folcloristici colorati e, a volte, umili, Penn riservò a queste persone la stessa attenzione artistica che solitamente riservava ai suoi famosi ritratti glamour di persone belle e potenti. Alcune di queste fotografie magistrali furono pubblicate su “Vogue” nel 1949. La serie di Cuzco segna l’inizio dell’interesse etnografico di Penn come fotografo. Un altro top lot della Collezione Margulies è la monumentale opera fotografica in 56 parti (“The Island Series”) di Ólafur Eliasson (stima 30.000 – 40.000 euro). Tra i top lot dell’asta di arte moderna e contemporanea spicca «Bust of a Woman (Bust L.)» (1910) di Wilhelm Lehmbruck, rara scultura in marmo stimata 500-700 mila euro, considerata una delle ultime opere dell’artista ancora in mani private. Il Worcester Museum of Art negli Stati Uniti ha affidato a Lempertz quattro opere di Karl Hofer, Bernard Buffett, Maurice Utrillo e Pierre-Auguste Renoir. Nel suo ritratto di un bambino, “Coco mangeant sa soupe” (1905), Renoir raffigura, lo sguardo tenero di un padre rivolto al figlio più piccolo; il prezzo stimato è compreso tra 500 e 600 mila euro. Il ricavato di queste opere provenienti dalla collezione del museo sarà destinato a un’acquisizione in programma.







