Legno, effetto "binario" - tra noli, tondame e costi energia - azzera i margini
Sul settore si sta abbattendo la tempesta perfetta: non si abbassano i costi della materia prima anche se la domanda è debole
3' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le tensioni geopolitiche internazionali, alimentati dalla guerra in Medio Oriente, stanno avendo un pesante impatto sul mercato del legno. Sul settore si sta abbattendo la tempesta perfetta. Il conflitto in Iran ha paralizzato le rotte del Golfo: con noli decuplicati (da 500 a 4.000 dollari), l’export verso il Medio Oriente è fermo, lasciando l’Europa con un eccesso di offerta che, paradossalmente, non raffredda i listini. È la “Teoria dei Binari Divergenti”*: a fronte di una domanda debole, il costo dei tronchi resta ai massimi storici (fino a 148 euro/metro cubo nell'area DACH, ovvero Germania, Austria e Svizzera), comprimendo i margini delle segherie in una perdita sistemica. In Italia, come in Europa, il mercato dei tronchi è saturo, ma le forti limitazioni ai tagli dovute ai danni da bostrico e da tempeste varie (come Vaia) mantengono, vista la difficoltà a trovare materia prima disponibile, i prezzi dei tronchi fermi verso l'alto. Sotto questo punto di vista, risulta emblematico il caso della Magnifica Comunità di Fiemme: per la prima volta post-Vaia e post bostrico, dovrà acquistare oltre metà della materia prima all'esterno delle proprie foreste. Un cambiamento epocale che spinge il Paese verso un modello di trasformazione ad alto valore aggiunto, mentre le grandi segherie europee, obbligate al "too big to stop", viaggiano verso bilanci in rosso per milioni di euro.
La rivoluzione delle segherie italiane
Il settore delle segherie in Italia negli ultimi 15 anni sta vivendo una trasformazione profonda, guidata da un paradosso tra crescita tecnologica, cambio generazionale, flessibilità e inefficienza gestionale della materia prima da parte degli enti pubblici, secondo l’analisi di Conlegno. L'evoluzione industriale, grazie alla combinazione tra l'abbondanza di legname (causata da Vaia e bostrico) e l'aumento dei prezzi dei segati, e al contributo di industria 4.0, ha portato a una modernizzazione delle segherie italiane: hanno aumentato la capacità produttiva mantenendo la loro tipica flessibilità, riuscendo a competere pur senza le economie di scala dei colossi centro europei. Tuttavia, rispetto alle segherie europee, quelle italiane soffrono il blocco del sistema boschivo nazionale, faticando a reperire tronchi nonostante la disponibilità teorica di materiale sul territorio. Quindi, secondo Conlegno, mentre le segherie italiane hanno fatto il salto di qualità investendo in tecnologia e produttività, restano "ostaggio" di una burocrazia forestale che ha enormi difficoltà nel gestire il bosco, costringendo le aziende a cercare materia prima anche a lunga distanza.
La fiammata dei pannelli
Non va meglio sul fronte dei prodotti trasformati. L'impennata dei prezzi di petrolio e gas ha travolto il comparto dei pannelli. L’aumento delle componenti chimiche per le colle (urea in testa, gravata dalla normativa Cbam) e i costi energetici delle presse hanno generato rincari tra il 5% e il 10 per cento. Nel dettaglio, OSB: +10% da inizio anno, spinto dalla ripartenza dei cantieri; Truciolare: incrementi oltre il 10% per fermi produttivi strategici; Multistrato di Pino: il caso più critico. Il combinato disposto tra dazi antidumping Ue (5,4%), la riapertura del mercato Usa e l'aumento dei noli dal Brasile ha fatto schizzare i listini oltre il 10 per cento.
Pallet e imballaggi di legno tra “incudine e martello”
Il quadro riflette un dualismo industriale estremo: da un lato la resilienza forzata dei prezzi di pallet e imballaggi in un mercato fermo (compreso quello dell’edilizia), che faticano a trasferire i rincari ai clienti finali nonostante la pressione delle segherie, schiacciate da costi dei tronchi proibitivi e in pieno collasso della redditività. Dall'altro lato, il recente Indice Cril (promosso da Filiera Legno) certifica una tendenza opposta: tra inizio anno e fine marzo 2026, i semilavorati per pallet hanno registrato un deciso aumento del 4,8%, confermando una spinta inflattiva a monte che non trova sfogo a valle. In questo scenario, il perdurare di questa situazione del trasferimento del valore a valle, porterà seri problemi ai produttori di pallet e imballaggi di legno, fino al riallineamento dei valori degli indici tra tronchi e segati. Tale squilibrio non potrà durare a lungo senza innescare drastici e inevitabili stravolgimenti nell'intera catena di fornitura.
*La Teoria dei Binari Divergenti




