Borse, dividendi mondiali oltre i «rumori di fondo»: primo trimestre da record
di Maximilian Cellino
di Nicola Barone
7' di lettura
7' di lettura
«Se la stima preliminare relativa al terzo trimestre dovesse essere confermata, l’obiettivo di crescita per l’anno in corso contenuto nel Documento programmatico di Bilancio (0,8%) potrebbe essere soggetto ad una - sia pure contenuta - correzione al ribasso. Allo stato, risulta trascurabile l’impatto sulla crescita del 2024». Lo dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. «È una manovra austera sì, ma espansiva quando serve».
«Le stime puntuali di crescita non possono che avere natura puramente indicativa nel contesto attuale, caratterizzato da elevata incertezza e scosso da nuove, drammatiche tensioni geopolitiche. Restano perciò molteplici i rischi al ribasso che aleggiano sulle prospettive future che, come ampiamente argomentato nella Nadef, sono rappresentati» dagli aumenti del prezzo del petrolio e «tassi d’interesse internazionali elevati». Il ministro in audizione fa osservare che «gli scenari formulati tenendo conto di tali ipotesi restituiscono una dinamica dell’economia che potrebbe risultare più debole, ma pur sempre positiva”.
La manovra, precisa Giorgetti, è stata predisposta «in un frangente estremamente complicato, nel quale l’incertezza legata ai recenti avvenimenti in Medio Oriente si aggiunge alle difficoltà che già da tempo caratterizzano il contesto economico e geopolitico. Il confronto all’interno dell’esecutivo ha dovuto individuare una sintesi tra le diverse istanze e i vincoli, interni ed esterni, di bilancio. È stato un lavoro niente affatto facile, ma ritengo che sia stato fatto il meglio possibile».
«I dati più recenti ci dicono che il sistema economico italiano, nonostante tutte le difficoltà, è riuscito a reggere l’impatto concomitante delle diverse criticità che caratterizzano il contesto internazionale», precisa il ministro dell’Economia. «La complessiva resilienza dell’economia nel trimestre estivo ha evitato la seconda flessione consecutiva del Pil, scongiurando così una recessione tecnica».
Dal mondo produttivo non sono mancate critiche all’impianto della manovra. «A chi afferma che questo disegno di legge ha trascurato le imprese, ricordo che la manovra di Bilancio deve essere letta in combinato disposto proprio con il Pnrr e che ulteriori risorse per le imprese saranno disponibili in seguito all’approvazione, da parte della Commissione Ue, della proposta di revisione del suddetto Piano come integrato con REPowerEU». La manovra, è la puntualizzazione del ministro, «introduce un piano di stimolo per investimenti infrastrutturali e produttivi, focalizzato in particolare sugli ambiti che presentano livelli subottimali di investimento».