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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Entra nella fase decisiva il processo per la selezione di un investitore finanziario di minoranza nella piattaforma dei diritti audiovisivi internazionali della Serie A, il veicolo riconducibile alla Lega Serie A attraverso il quale viene gestita e sviluppata la commercializzazione dei diritti del massimo campionato italiano sui mercati esteri.
Il dossier è in queste settimane sul tavolo dell’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, e del presidente Ezio Simonelli. L’operazione si inserisce in un progetto di forte accelerazione del business internazionale della Lega, con un piano industriale decennale che punta a trasformare la piattaforma in una vera e propria media company globale.
L’obiettivo è ambizioso: triplicare le risorse destinate allo sviluppo internazionale e ampliare la presenza fisica della Lega sui mercati esteri. Ai due uffici oggi operativi in Nord America e Middle East dovrebbero aggiungersi altre tre strutture territoriali, rispettivamente in America Latina, Asia e Africa. Il benchmark di riferimento è rappresentato da altri grandi campionati europei, con particolare attenzione alla Liga spagnola, che può contare su una presenza internazionale molto più articolata, con 11 uffici e 44 rappresentanti distribuiti nei principali mercati.
Il principale motore della crescita dovrà essere la valorizzazione dei diritti internazionali della Serie A. L’attuale portafoglio genera circa 260 milioni di ricavi e 209 milioni di Ebitda. La strategia prevede di portare progressivamente il valore dei diritti verso quota 500-520 milioni. Per raggiungere questo obiettivo la Lega ha dato mandato a Jp Morgan per studiare le possibili strade: tra queste ci sono il finanziamento dell’operazione tramite soggetti specializzati, oppure la creazione di un’agenzia per la distribuzione o l’ingresso di un fondo in minoranza.
La combinazione tra crescita dei diritti, espansione geografica e prevedibilità dei flussi di cassa hanno attirato l’interesse di alcuni dei principali operatori internazionali di private capital, che venerdì hanno presentato fatto le offerte finali. A quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, dopo una serie di incontri a Lissone, l’advisor Jp Morgan ha ristretto il perimetro della procedura a una lista di circa dieci soggetti e raggruppamenti.