Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Laura La Posta
5' di lettura
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È già disponibile online il bando 2024 per candidarsi a entrare nella lista dei Leader della sostenibilità, creata dal Sole 24 Ore e da Statista per premiare gli sforzi delle imprese più impegnate nella transizione ecologica, etica, sociale e di governance. Il bando resterà aperto fino al 31 dicembre. «Un ranking sempre molto atteso dalle imprese italiane, sempre più interessate ai criteri Esg (Environment, Social, Governance)», rileva Lisa Dei, analyst di Statista, responsabile della ricerca.
Per partecipare, le aziende devono rispettare i criteri di onorabilità (ex Dlgs. 50/2016), condividere il bilancio di sostenibilità (e verrà attribuito punteggio maggiore se è reso pubblico online) oltre a quello civilistico 2022 o fornire i dati indicati nel questionario preparato da Statista. Ogni impresa candidata deve avere sede legale in Italia ed essere indipendente (non può essere una filiale o una società controllata). Nel caso in cui faccia parte di un gruppo estero deve aver rendicontato la sostenibilità in Italia e non solo a livello di gruppo. In continuità con le edizioni precedenti, le rendicontazioni devono essere state compilate usando gli standard Gri (Global reporting initiative) e continuano a essere escluse le società della Difesa e del gaming (al pari di diversi indici di sostenibilità internazionali).
Oltre alle autocandidature, Statista conduce una rilevazione autonoma su un campione di oltre duemila grandi e medie imprese italiane tratte da database pubblici, che pubblicano i rapporti di sostenibilità e rendono noti i principali dati di bilancio online. Si tratta di un’analisi unsolicited e obiettiva, non soggetta al pagamento di fee da parte delle imprese.
Ciascuna azienda deve rendere noti diversi Kpi (key performance indicator), ad esempio relativi a consumo energetico, impiego di energia da fonti rinnovabili, emissioni, gestione dei rifiuti, consumo idrico, infortuni sul lavoro, politiche di welfare e azioni di responsabilità sociale, tasso di turnover, diversity, salario dei dipendenti, ma anche trasparenza (simboleggiata dalla pubblicazione online dei report) e sostenibilità economica (ricavi, Ebitda, debiti). I dati devono essere confermati, nel caso non siano pubblici, dall'amministratore o da un membro del comitato esecutivo dell'azienda, pena l'esclusione della candidatura. Viene attribuito un punteggio su base 100 ai vari indicatori e scartato chi ha ottenuto un punteggio basso in una delle tre dimensioni della sostenibilità: sociale, ambientale ed economica. Solo i migliori entrano nell’elenco, dopo un’accurata analisi e svariati controlli anche reputazionali svolti da Statista e dalla redazione del Sole 24 Ore.
L’anno scorso, il team di ricerca ha analizzato 1.500 aziende in modo autonomo oltre a quelle che hanno risposto al bando online (soprattutto Pmi, che costituivano un terzo della lista finale). «Abbiamo considerato i bilanci di sostenibilità, i report integrati e le dichiarazioni non finanziarie, raccogliendo circa 22mila dati su una quarantina di indicatori; il punteggio finale era costituito dalla somma degli score nelle aree della sostenibilità ambientale, sociale ed economica», spiega Dei.
Anche quest’anno i vincitori saranno divisi in due liste a seconda della dimensione: ci sarà una lista di grandi aziende con ricavi superiori ai 100 milioni di euro e una di imprese medie e piccole, con ricavi al di sotto di questa soglia.
Fra i Leader della sostenibilità 2023 - la lista navigabile è nel sito Lab24 del Sole 24 Ore - erano ai vertici le società del settore moda-tessile, un comparto nel quale le nuove normative di settore e la domanda di sostenibilità da parte del mercato sono risultate molto impegnative. È così accaduto che in evidenza nella lista ci fossero marchi noti come Ovs, Salvatore Ferragamo, Tod’s, Moncler, Prada, Brunello Cucinelli, solo per fare qualche nome. La finanza è stata comunque il settore più rappresentato fra i Leader della sostenibilità +2023, con le banche, in particolare, che costituiscono il 12,5% della lista. Tra di loro, svettano nomi come Intesa SanPaolo, Unicredit, Credem, Mediobanca, Banco Bpm, Banca Generali, Gruppo Cassa Centrale. Altro settore di attività più rappresentato nel ranking è stato il comparto energia: stavolta la capolista di settore è il Gse, il Gestore dei servizi energetici, ottimo nei Kpi (Key performance indicator) ambientali e sociali. Bene, come di consueto, Terna, Snam, Eni, Enel, Erg. In evidenza anche multiutility e multiservizi come Gruppo Hera, Acea, Gruppo Iren.
Per quanto riguarda il settore servizi, spiccavano i due colossi fieristici Fiera Milano e Italian Exhibition Group. Tra i big dell’impiantistica-costruzioni, i big Prysmian, Webuild, Maire Tecnimont e Danieli. Nel comparto tecnologico, ottimo posizionamento per Engineering.
Molte le grandi aziende che si sono confermate Leader della sostenibilità per la seconda o addirittura terza volta: tra le aziende due volte vincitrici troviamo ad esempio illimity, Vodafone, Calzedonia ed Esselunga; tra quelle tre volte vincitrici Unipol, Generali, A2A, Gruppo Piaggio, Gruppo Chiesi, Geox e Gruppo Tim.Tra le società di medie e di piccole dimensioni, spiccavano ad esempio Systema Ambiente e tre società benefit: NWG Italia, Arca Etichette e la new entry Compagnia dei Caraibi,