Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Laura La Posta
3' di lettura
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La moda sorpassa le banche nel gran premio della sostenibilità in Italia. Nella classifica 2023 dei Leader della sostenibilità Il Sole 24 Ore-Statista, infatti, le imprese del settore fashion e calzature hanno superato in performance ambientale e sociale il mondo della finanza.
Ed è una novità, in quanto banche, assicurazioni e società quotate sono soggette a un livello di compliance normativa molto elevato e quindi erano giudicate insuperabili nell’aderenza ai criteri Esg (ambiente, sociale e governance).
Ma non è una sorpresa, perché le nuove normative di settore cui sono soggette le imprese del settore tessile e moda sono molto impegnative da rispettare e richiedono una svolta convinta verso lo sviluppo sostenibile. Anche il mercato chiede a gran voce prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente, più che in passato.
Succede così che in evidenza nella lista, alla sua terza edizione, ci siano marchi noti come Ovs, Salvatore Ferragamo, Tod’s, Moncler, Prada, Brunello Cucinelli, solo per fare qualche nome. La finanza resta comunque il settore più rappresentato fra i Leader della sostenibilità 2023, con le banche, in particolare, che costituiscono il 12,5% della lista. Tra di loro, svettano nomi come Intesa SanPaolo, Unicredit, Credem, Mediobanca, Banco Bpm, Banca Generali, Gruppo Cassa Centrale.
Altro settore di attività più rappresentato nel ranking è il comparto energia, con un’altra sorpresa: stavolta la capolista di settore è il Gse, il Gestore dei servizi energetici, ottimo nei Kpi (Key performance indicator) ambientali e sociali. Bene, come di consueto, Terna, Snam, Eni, Enel, Erg. In evidenza anche multiutility e multiservizi come Gruppo Hera, Acea, Gruppo Iren.