2DE9YFA Beach and Church of the Cathedral of Caorle panoramic city from above
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Il prolungamento della stagione estiva tradizionale, che si allunga a primavera e autunno, segna la maggiore crescita del turismo sulle spiagge dell’Alto Adriatico. S la stagionalità rimane ancora molto marcata, i flussi al di fuori del periodo tradizionalmente di pienone sono dunque ormai una realtà, come dimostra una analisi della Fondazione Think Tank Nord Est che ha analizzato i flussi turistici negli ultimi 25 anni.
Dal 1999 al 2016 solo in un’occasione il movimento turistico in bassa stagione, cioè nei periodi gennaio-aprile e ottobre-dicembre, aveva superato il milione di presenze (nel 2007); invece, dal 2017 in poi, questa soglia è stata oltrepassata o sfiorata tutti gli anni, con la sola eccezione del 2020 e 2021, quando vigevano le limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia.
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In particolare, nei mesi primaverili si registrano buoni risultati soprattutto in aprile (+37%), ma è positivo anche il trend di marzo (+11%). In autunno, raddoppiano le presenze in ottobre (+95%), ma crescono pure in novembre (+20%). Infine, si evidenziano buoni risultati nei mesi contraddistinti dalle festività di Natale e Capodanno, con +120% per dicembre e +27% per gennaio.
Per Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est, i numeri testimoniano «il valore del lavoro degli operatori turistici, che hanno sviluppato un sistema d’ospitalità di eccellenza, e certificano l’importanza degli investimenti pubblici delle istituzioni locali. Oggi le più interessanti opportunità di crescita riguardano i mesi primaverili e autunnali, fondamentali per rendere più competitivo e sostenibile l’ecosistema turistico del litorale, ma anche dell’entroterra. In questa prospettiva, è necessario sviluppare progetti ambiziosi di territorio per intercettare nuovi target di turisti - suggerisce Ferrarelli - ad esempio rilanciando i collegamenti via mare, per promuovere nuove modalità di fruizione di tutta la Venezia Orientale, in connessione con i percorsi cicloturistici, le esperienze culturali e le visite naturalistiche».
Sul fronte delle infrastrutture e dei collegamenti, Fondazione Think Tank Nord Est ha chiamato a un dialogo anche Autostrade Alto Adriatico per discutere su tempi, modalità e risorse per la costruzione del casello di Alvisopoli/Bibione, con il coinvolgimento anche di categorie economiche e imprenditori, per esaminare eventuali soluzioni alternative e concrete, all’interno dei vincoli del piano economico finanziario della Società, aggiornato di recente e in fase di approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Un piano che prevede, prima di tutto, la costruzione della terza corsia della A4 Venezia - Trieste tra Quarto d’Altino e Villesse - sottolineano i ricercatori - e in particolare, in questo momento, il completamento del tratto mancante in area veneta di 25 chilometri tra Portogruaro e San Donà, per il quale è stato emanato a novembre il bando di gara per un quadro economico dell’opera da 870 milioni di euro».
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E un segnale di quanto economia turistica e viabilità sono collegate arriva anche dal riconoscimento della strada provinciale 59 San Stino di Livenza – Caorle che cambia status, diventando una strada di interesse regionale: così anche la località che ha raggiunto nel 2023 il massimo volume di presenze turistiche con oltre 4 milioni e mezzo di pernottamenti, dopo Jesolo e Bibione, baserà il suo principale accesso su una via di collegamento di competenza regionale. Caorle è ora stabilmente tra i primi dieci Comuni italiani per movimento turistico e per valore dell’economia turistica, in un quadro che ha visto nel 2024 il litorale di Cavallino, Bibione, Jesolo, Caorle ed Eraclea registrare 22 milioni e 737 mila presenze: un dato praticamente in linea con il massimo raggiunto nel 2023.
Dall’analisi della Fondazione emerge anche come nei cinque mesi di alta stagione (da maggio a settembre), si osserva una maggiore distribuzione del movimento turistico. Infatti, in media, i valori degli ultimi due anni, confrontati con il periodo 1999-2019, mostrano aumenti significativi nei mesi di inizio e fine dell’estate, a fronte di una sostanziale “tenuta” di giugno (+3%), luglio (-1%) e agosto (-3%). Tra 2023 e 2024, rispetto ai due decenni pre-covid, i flussi turistici sono cresciuti del 40% a maggio e del 25% a settembre. Il lieve calo complessivo del trimestre giugno-luglio-agosto è stato quindi più che compensato dall’aumento riscontrato nei mesi di maggio e settembre: l’alta stagione, in totale, ha generato un effetto netto positivo pari a oltre 1 milione di presenze in più, rispetto alla media del periodo 1999-2019.
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