Le sfide: consapevolezza, educazione e servizi sanitari

La domanda

Come si affronta in generale il problema ipertensione in termini clinici, sociali e sanitari?

Risposta: L’ipertensione arteriosa rappresenta il più importante fattore di rischio modificabile, in Italia e nel mondo. Ciononostante, lo scenario sociosanitario che ci appare è caratterizzato da una scarsa consapevolezza del problema tra i cittadini e una sottovalutazione delle possibili complicanze, cui segue, tra i pazienti ipertesi cui viene assegnata una terapia farmacologica, un’aderenza insufficiente alla terapia, quindi un sottoutilizzo dei farmaci, che sfocia inevitabilmente in un insufficiente controllo dei valori pressori tra i pazienti. Per migliorare tutto questo, è quindi fondamentale affrontare il problema su più fronti.

In termini clinici, è fondamentale nei corsi di Laurea approfondire l’insegnamento di questa disciplina in tutti i suoi aspetti ai futuri medici, infermieri e operatori sanitari. La conoscenza approfondita del problema è la base imprescindibile di un trattamento dell’ipertensione arteriosa che non si limiti alla mera riduzione dei valori pressori, ma si inserisca nell’ambito di un più ampio e articolato percorso clinico centrato sul paziente, allargando gli orizzonti anche alle discipline mediche affini. Tutto questo nella consapevolezza che l’ipertensione arteriosa abbraccia numerosi ambiti della medicina interna, con uno sguardo particolare alla medicina generale. Soltanto un sanitario che conosce il problema è in grado di spiegarlo al paziente e motivarlo in maniera adeguata.

È inoltre fondamentale affrontare il tema in termini sociali: da numerosi sondaggi eseguiti nella popolazione generale - comprese le campagne svolte annualmente dalla Società italiana dell’ipertensione arteriosa - è emerso il dato che una preoccupante percentuale tra la popolazione generale, a partire dai più giovani fino alle età più avanzate, non sia sufficientemente edotta circa l’importanza della misurazione della pressione arteriosa, non sappia cosa significhi avere la pressione elevata e le sue complicanze. In altre parole, tra gli adulti, soltanto pochi fanno una prevenzione efficace misurando periodicamente (almeno una volta l’anno) la pressione arteriosa. Questo crea la situazione paradossale che molti pazienti ipertesi non sanno di esserlo. È quindi importante amplificare le campagne di sensibilizzazione attraverso tutti i mezzi che la tecnologia ci offre, la stampa, la televisione, i social. Tutto questo al fine di rendere la popolazione più consapevole del rischio associato all’aumento, anche modesto, della pressione arteriosa, migliorare la accuratezza delle misurazioni della pressione arteriosa e, inoltre, di far capire l’importanza di assumere con costanza la terapia prescritta.

La Giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa, promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League, in programma il 17 maggio di ogni anno e promossa in Italia dalla Società italiana dell’ipertensione arteriosa (Siia), è sicuramente un’importante iniziativa, che dovrebbe essere accompagnata durante l’anno da ulteriori campagne di sensibilizzazione.

Infine, come affrontare il problema in termini sanitari: l’ipertensione arteriosa è una condizione che in molti casi si affronta in regime ambulatoriale, ma in alcune circostanze necessita di una struttura ospedaliera per approfondire alcune indagini diagnostiche-terapeutiche. È importante che in tutto il nostro territorio italiano vi siano adeguate strutture sanitarie in grado di garantire i percorsi ambulatoriali o di degenza per i pazienti affetti da ipertensione arteriosa che lo necessitano.

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