LA STORIA DEL DESIGN

Le quattro vite di Schiffini, cento anni di cucine vip

Nel 1925, a La Spezia, era una bottega di arredi per navi. Poi è stato il prodotto di lusso globale. Dopo due fallimenti, è passata al gruppo Scic

di Lello Naso

3' di lettura

I punti chiave

  • Negli anni Cinquanta è tra i primi a proporre i moduli componibili
  • Il boom con la collaborazione con Vico Magistretti
  • Quattro passaggi di mano e infine il rilancio con il gruppo Scic

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Cento anni in quattro fasi. Con alti e bassi che hanno portato Schiffini prima in cima al mondo - il marchio di cucine, seppur di nicchia, più prestigioso e ambito. Poi al doppio fallimento, dopo passaggi di mano funambolici. Infine alla rinascita come brand di un gruppo più grande e strutturato.

Gli inizi di Schiffini sono molto originali, come saranno tutti i cento anni di vita. Enrico Schiffini fonda a La Spezia (lo stabilimento era nel porto) un laboratorio per la fornitura di arredi per le navi dell’Arsenale militare e per le grandi imbarcazioni. Arredi e, poi, cucine. Che diventano, negli anni Cinquanta, il prodotto dell’azienda. Che nel frattempo si è trasferita a Ceparana, frazione di Bolano, un piccolo comune in provincia di La Spezia.

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L’eredità stilistica e funzionale delle navi sarà il tratto caratteristico delle cucine Schiffini. Fin dagli anni Cinquanta, per l’intuizione di Giuseppe, figlio di Enrico, il brand spezzino è tra i pochissimi produttori a proporre sul mercato cucine modulari. Elementi molto razionali, lineari, quasi che la necessità di sfruttare tutti gli spazi fosse stata trasferita dagli arredi per navi alle cucine. L’utilizzo di materiali di grande qualità, dall’acciaio all’alluminio, non molto usuali in quegli anni, e la robustezza faranno di Schiffini la cucina di qualità e stile per eccellenza.

Ma il balzo arriva dalla collaborazione con Vico Magistretti che inizia nel 1966. Nel 1970 l’architetto milanese progetta la nuova sede di Schiffini (poi progetterà anche lo showroom milanese dell’azienda), ma soprattutto i prodotti più iconici del brand spezzino e del mondo della cucina in generale. Dal 1966 al 1990 Magistretti crea per Schiffini le cucine Timo, Campiglia, Dama, Arnia, Cucina 35, Tellaro. Ma soprattutto Cina e Cinqueterre, i due prodotti iconici di Schiffini e dell’intero segmento della cucina. Cina, del 1986, con le grandi cappe e le maniglie nascoste, è un prodotto apripista, che verrà riproposto al Salone quest’anno. Cinqueterre, interamente in alluminio, anche nella lavorazione ondulata, rappresenta una vera rivoluzione per tutto il settore. Ancora oggi, aggiornata nel 2024, è uno dei cavalli di battaglia del brand.

Gli anni del connubio con Magistretti sono quelli della consacrazione dell’azienda. La cucina Schiffini è un must have per l’alta borghesia e lo starsystem di tutto il mondo. Grazie al contract e ai progetti su misura, il marchio registra una crescita in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Medio Oriente. L’export rappresenta circa la metà del fatturato, che arriva a sfiorare i 30 milioni di euro.

La grande crisi del 2007-2007, con la stretta del sistema creditizio, proprio nel momento in cui l’azienda aveva investito nell’internazionalizzazione, rappresenta il punto di non ritorno, la terza fase dell’impresa. Comincia un calvario che vedrà Schiffini passare di mano quattro volte ed entrare due volte in procedura fallimentare. Enrico e Carlo Schiffini vengono travolti. Il trasferimento della produzione in Toscana, il cambio di nome, l’interruzione a più riprese della produzione sembrano mettere definitivamente fuorigioco il brand fuoriclasse delle cucine.

Nel 2023 l’uscita dal tunnel con l’acquisizione da parte del gruppo Scic, che vede in Schiffini il marchio ideale per completare la sua offerta con prodotti di altissima gamma. Parte la quarta fase di Schiffini. Il nuovo art director, Marco Costanzi, ha iniziato a ringiovanire il brand e i prodotti. «Rilanciare il marchio Schiffini», ha detto Lorenzo Marconi Fornari, amministratore delegato di Scic «è una grande sfida e insieme un privilegio. Non è solo un brand, ma un pezzo di storia del Design Italiano in Italia e in tutto il mondo. Fu di grande ispirazione per il nostro fondatore, Renzo Fornari, e rimane un riferimento per chiunque lavori nel nostro settore».

Schiffini dovrebbe essere anche la punta di diamante di una nuova divisione degli arredi navali. Un futuro con uno sguardo al passato. Al laboratorio di Enrico Schiffini nel porto di La Spezia.

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