Brindisi di Capodanno

Le mille anime dello champagne: bottiglie cadeau e millesimati per i count down di fine anno

Assemblaggi sartoriali, affinamenti sui fondali, cuvée artigianali e da agricoltura rigenerativa. Le maison francesi propongono bollicine per tutti i palati, tra grandi classici e novità assolute.

di Barbara Sgarzi

4' di lettura

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Un abito nuovo, lunghi affinamenti da intenditori, la coscienza ambientalista al primo posto, i classici per andare sul sicuro e le assolute novità per stupire. Ci sono molti criteri per scegliere che cosa versare nel calice delle feste, a partire da un vino che ha tante anime, ma un unico nome: champagne.

Presentata nell’iconica La Fábrica di Ricardo Bofill a Barcellona, la Vintage 2015 di Dom Pérignon svela un gioiello per il quale si è dovuto aspettare quasi dieci anni, nello stile della maison: solo assemblaggi (Chardonnay e Pinot Noir), solo millesimati. Un vino generoso, ampio, ricco di materia, con note speziate e tostate che svelano la polpa del frutto e mille note floreali. Per le feste, stringe la mano a uno degli artisti più rivoluzionari e potenti degli ultimi decenni, sovrapponendo in etichetta lo scudo emblema della maison con la corona a tre bracci firma di Jean-Michel Basquiat. L’opera citata nell’edizione speciale è l’enigmatica In Italian, del 1983, oggi esposta al Guggenheim di Bilbao.

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Un rosé elegantissimo e una bottiglia che da sola è un cadeau. La storica Cuvée Rosé di Laurent-Perrier, nata nel 1968 da Pinot Noir della Montagne de Reims, ogni Natale sfoggia un abito di metallo; questa volta, si veste di nastri lucenti nell’edizione limitata “Ribbons”, che fascia un vino di grande profondità e intensità aromatica.

Da sinistra: MARTIN DES ORSYN Vintage 2018;UNDERWATERWINES Champagne -52 Cloe Marie Ko akisLimited Edition; LAURENT PERRIER Cuvée Rosé; CYBERCUVÉE Mission 2; HENRIOT L’ina endue 2018; LOUISROEDERER Collection 245.

Un occhio spalancato, fiori e piante tropicali, un’esplosione di tinte. Somiglia molto ai look multicolore di Mika sul palco Defying Gravity, la limited edition che il cantante libanese ha disegnato per la Réserve Brut Exclusive di Nicolas Feuillatte, solo uno dei primi passi di una collaborazione che si preannuncia lunga e articolata.

È arrivata già alla seconda edizione, anzi alla Mission 2, come in un viaggio spaziale, Cyber Cuvée, il vino pensato da un’IA, dalla creazione fino all’etichetta e alla campagna di marketing. L’idea è quella di innovare costantemente, cambiando ad ogni edizione uve, dosaggio, terroir e produttore. Quest’anno la scelta è caduta sulla Maison Veuve Fourny & Fils con un rosé da Pinot Nero in purezza e una bellissima etichetta sui toni del rosa creata dall’artista Teo KayKay.

C’è la mano dell’imprenditore e produttore Martino Zanetti dietro alle nuove etichette di Martin des Orsyn, quattro cuvée tutte Premier Cru prodotte con cura artigianale. Nuance gioiose, colori forti e brillanti – blu, rosa, verde e oro – spiccano su uno sfondo nero e identificano la Grande Réserve, il Rosé, la cuvée Tradition e il Vintage 2018, un assemblaggio ampio, elegante e persistente, adatto per accompagnare un intero pranzo festivo.

Per chi mette la scelta green al primo posto, l’amore per la natura è da sempre evidente nella bottiglia Art Nouveau fiorita di anemoni di Perrier-Jouët Belle Epoque, una delle cuvée storiche della maison, e anche nei numerosi progetti dal cuore verde, come l’agricoltura rigenerativa in vigna e il mecenatismo per gli artisti attenti all’ambiente. Come nel progetto Cohabitare, installazione ecologica nel vigneto per raccontare la biodiversità nella regione della Champagne, concepita dallo studio di design Formafantasma. Per Natale, lo stesso studio l’ha declinata nel cofanetto Belle Epoque 2016 Limited Edition, che contiene anche due flûte. Nel tipico bouquet floreale che contraddistingue la cuvée 100 per cento Chardonnay, quest’anno secondo la chef de cave Séverine Frerson la nota dominante è quella del garofano.

Si reinventa riconoscendo i profondi mutamenti nei vigneti causati dai cambiamenti climatici Collection 245 di Roederer. Le diverse condizioni meteorologiche hanno intensificato l’attenzione della maison per la viticoltura sostenibile e sfidato lo chef de cave a giocare con gli assemblaggi per mantenere costante lo stile della casa. Il 245esimo assemblaggio dalla fondazione – nel 1776 – è una combinazione di uve del raccolto 2020 da parcelle selezionate nei migliori terroir, con un’aggiunta di vini di riserva invecchiati in botti di rovere e vino dalla Riserva Perpetua. Freschezza ed equilibrio in una cuvée affinata per quattro anni.

Da sinistra: LES FA’BULLEUSES ChampagneIsos; DOM PÉRIGNON Vintage 2015; BOLLINGER La GrandeAnnée 2015; NICOLAS FEUILLATTE Réserve Brut ExclusiveDefying Gravity; PERRIERœJOUËT Belle Epoque 2016 byFormafantasma; KRUG Grande Cuvée 172ème Édition.

Per il brindisi di Natale e di fine anno, si può puntare anche su un grande classico. In origine si chiamava Champagne Numero 1. Nelle intenzioni del fondatore Joseph Krug era la creazione originale della maison, il sogno di produrre ogni anno una cuvée di altissimo livello. Oggi è diventata la Krug Grande Cuvée, siamo arrivati all’edizione numero 172, e l’obiettivo è sempre quello di offrire un grande champagne indipendentemente dalle variazioni climatiche. Come quelle, difficili e spiazzanti, del 2016, anno che forma la base della cuvée svelata nel 2024. Per equilibrarle, la chef de cave Julie Cavil ha degustato, scelto e assemblato le espressioni dell’annata con vini di riserva da diversi appezzamenti e da dieci annate diverse.

Impreziosisce ogni tavola delle feste anche La Grande Année di Bollinger. Assemblaggio di Pinot Noir e Chardonnay, ricco di profumi che spaziano dalla nocciola alla prugna fino a un tripudio di frutti rossi, ha un sorso pieno e carnoso, ma con un finale agrumato e minerale. Grazie alla sua ricchezza, non s’intimidisce nemmeno davanti ai sapori più elaborati delle feste, dal foie gras al petto d’anatra ai formaggi erborinati.

Stupire con qualcosa di nuovo, per sapore e per storia. Il numero sull’etichetta, -52, si riferisce ai metri. Quelli di profondità del mar Ligure, dove lo champagne Cloe Marie Kottakis è stato calato per affinare sul fondale, in assenza di luce, rumori e vibrazioni. Pinot Noir della zona dell’Aube, dosaggio zero per esaltare i profumi del territorio, ha profumi croccanti di burro e pasticceria e una bella vena sapida nel finale, a ricordare quel mare che lo ha coccolato, e una bottiglia impreziosita da concrezioni e conchiglie.

Uno champagne a più teste, sette per l’esattezza: quelle delle vigneronnes de Les Fa’Bulleuses, un’associazione nata nel 2015 per promuovere il lavoro delle champenoise che, con le loro maison, rappresentano tutte le zone della Champagne. Isos (“uguale” in greco), il loro prodotto, nasce nel 2018 assemblando la stessa quantità del vino di ognuna in una sola etichetta.

L’inattendue, l’inattesa; una cuvée omaggio alla diversità dei vari terroir della Champagne. Ogni uscita, infatti, svela un singolo Cru e vitigno in un’annata di particolare espressività. Uno champagne mai uguale a se stesso e quindi sempre “inatteso”. Il millesimo 2018 ci porta nel Grand Cru di Chouilly, nella Côte des Blancs, dove dominano i suoli gessosi, quella craie che regala agli Chardonnay sentori inconfondibili. Un vino generoso, esotico nei profumi, particolarmente gourmet, splendido compagno di tavola.

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