Le limitazioni al traffico possibili anche per gli ibridi
di Maurizio Caprino
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Le auto ibride non sono tutte uguali. Per ora la differenza si vede solo su prestazioni e consumi. Ma, in un futuro nemmeno lontano, potrebbe pesare anche sulla possibilità di circolare nei centri abitati dove vigono limitazioni del traffico per inquinamento. A quel punto, molti potrebbero scoprire di non poter usare la vettura acquistata proprio per sfuggire alle limitazioni che attualmente stanno colpendo soprattutto il diesel.
Il problema nasce dagli obiettivi di taglio delle emissioni di CO2 fissati dalla Ue e dal dieselgate (con i conseguenti blocchi del traffico). La loro combinazione ha spinto le case automobilistiche a moltiplicare i modelli «ibridi». Tra questi non ci sono solo quelli tradizionali, in cui un motore elettrico contribuisce alla trazione affiancando il propulsore a scoppio. Da una parte ci sono gli ibridi «plug-in», con batterie in grado di far muovere il mezzo in modalità esclusivamente elettrica per decine di chilometri. Dall’altra ci sono «mild» e «micro», nei quali la parte elettrica si riduce di fatto a un alternatore speciale che fornisce energia ai servizi del motore (come il motorino di avviamento).
Le norme europee di omologazione non fanno alcuna differenza tra questi vari tipi. Così sulla carta di circolazione, alla voce P.3 («tipo di combustibile o di alimentazione»), compare solo la scritta «ibrido».
Dunque, stando ai criteri attualmente utilizzati dai Comuni per selezionare quali veicoli far circolare, nei giorni di blocco del traffico sarebbero ammessi sia i mezzi che si muovono in modalità elettrica sia quelli che vanno a benzina o a gasolio, con un apporto insignificante delle batterie.
Al momento il problema non si pone: le ibride «mild» e «micro» sono poche, in gran parte a benzina. Ma questo schema si diffonderà anche su modelli a gasolio, più soggetti ai blocchi. Accadrà anche a quelli di ultima generazione, arrivati in commercio solo da pochi mesi (Euro 6D-Temp ed Euro 6D): Milano, nell’ambito della prossima Area B (una sorta di zona a traffico limitato estesa quasi quanto tutta la città, che esordirà il 25 febbraio 2019), ne ha pianificato il bando da ottobre 2030. In molte altre città non c’è ancora nulla di deciso a lungo termine: per ora si studia e si discute.


