Diario di bordo dell’economia

Le imprese giovanili sono solo il 7,7% del totale

Il nord est è al di sotto della media italiana (8,3%) e dei risultati raggiunti dalle altre aree (Sud su tutte, 9,5%)

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Alla luce del complesso quadro economico e geopolitico che ha caratterizzato – seppur indirettamente – il nostro Paese negli ultimi anni, il sistema imprenditoriale del Nord-est (che include il Trentino-Alto Adige, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia) mostra un certo grado di resilienza, ma dà anche alcuni segnali di fragilità.

Stando agli aggiornamenti del Registro Imprese, la ripartizione nord-orientale della Penisola guadagna la seconda posizione a livello nazionale per tasso di natalità totale (calcolato come il rapporto tra imprese iscritte nel 2024 e registrate al 31 dicembre 2023) attestandosi al 5,4%; un dato superiore al 4,9% del Sud e al 5,3% del Nord-ovest (al netto della Lombardia, 6,2%). Tuttavia, questo apparente dinamismo è in parte smorzato dagli elevati tassi di mortalità (imprese cessate nel corso del 2024 su imprese registrate al 31 dicembre 2023) che caratterizzano la macroarea (5,2% contro il 4,8% medio nazionale): il risultato è un tasso di crescita contenuto (circa pari allo 0,3%), inferiore alla media del Paese (0,6%) e lontano dai livelli raggiunti dalla capofila, la Lombardia (1,1%).

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Anche scendendo nel dettaglio delle società di capitali – che rappresenta, tra tutte, la forma giuridica con il più alto grado di strutturazione – i risultati non migliorano: a fronte di un tasso di crescita medio nazionale del 3,2%, il Nord-est è fermo ad un modesto 2,5%, la percentuale più bassa tra tutte le ripartizioni.

Tra i territori che compongono l’area, solo il Trentino-Alto Adige riesce a collocarsi nella prima metà della classifica regionale per tasso di crescita. In particolare, con un valore dello 0,6%, la regione si posiziona quinta su venti; ad essa seguono il Veneto (undicesima in Italia, con un +0,21%) e il Friuli-Venezia Giulia (tredicesima, +0,19%). Da sottolineare come, su un totale di tredici province, solo tre rientrano nella top 25: è il caso di Trieste (1,0%, tredicesima), di Bolzano/Bozen (0,9%, diciottesima) e di Padova (0,8%, ventiquattresima).

Se si guarda alle caratteristiche socio-anagrafiche degli imprenditori, le criticità della ripartizione emergono in modo chiaro: la percentuale di imprese giovanili è di appena il 7,7%, al di sotto della media (8,3%) e, soprattutto, dei risultati raggiunti dalle altre aree (Sud su tutte, 9,5%). La diminuzione dei giovani imprenditori è un fenomeno complesso che tende ad aggravarsi con il tempo e che colpisce, con intensità differente, tutta la Penisola. Negli ultimi quattordici anni, il rapporto tra imprese giovanili e residenti della ripartizione è costantemente diminuito, passando dal 5,1 del 2011 al 4,2 del 2024. Il motivo di ciò non è da ricercarsi esclusivamente nel calo demografico e nell’invecchiamento generalizzato della popolazione, ma anche nelle più limitate possibilità dei giovanidi avviare e sostenere un’attività economica, soprattutto nel contesto globale odierno.

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