Analisi

Le imprese che seguono i criteri ESG emettono obbligazioni a tassi più bassi

Lo studio delle università Vanvitelli e di Reggio Calabria: la sostenibilità conferisce vantaggi non solo reputazionali ma anche finanziari

di Antonio Meles * e Antonio Ricciardi**

ESG icon concept. Environment, society and governance. Energy of natural gas sustainable and ethical business on network connection on green background.

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Le imprese che integrano i principi di responsabilità nei processi aziendali, tenendo conto dei fattori ambientali, sociali e di governance (cosiddetti criteri ESG), beneficiano, al momento dell’emissione di un prestito obbligazionario, di un tasso di interesse inferiore di circa 10 punti base rispetto ad emittenti meno sostenibili. Sono questi i principali risultati di una ricerca basata su un campione internazionale di più di 25.000 prestiti obbligazionari emessi tra il 2002 e il 2024 da circa 2.700 imprese e dotati sia di rating creditizi sia di rating ESG.

Si tratta di una evidenza che testimonia come gli investimenti aziendali nei processi di transizione ecologica, inclusione sociale e corporate governance conferiscono alle imprese non solo un ritorno reputazionale ma anche benefici di natura finanziaria, impattando in modo diretto sul costo della raccolta e in modo indiretto sui margini di redditività.

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Secondo lo studio, i sottoscrittori di titoli obbligazionari non guardano in modo indistinto ai tre pilastri della sostenibilità: le imprese più attive sul fronte della responsabilità sociale e della mitigazione dell’impatto ambientale sono quelle che riescono a spuntare migliori condizioni in termini di tasso di interesse.

Anche le caratteristiche dei circuiti finanziari nei quali emittenti e sottoscrittori si scambiano risorse finanziarie incidono sull’intensità dei benefici ottenuti dalle imprese più virtuose. In particolare, secondo lo studio, i differenziali di rendimento a favore delle imprese con migliori performance ESG sono più pronunciati nei paesi con mercati dei capitali maggiormente sviluppati e con ordinamenti giuridici che garantiscono una piena tutela del diritto di credito. Dalla ricerca emerge, infatti, che la maggior trasparenza informativa dei mercati finanziari più maturi consente agli investitori di incorporare più facilmente i fattori ESG nel pricing dei titoli obbligazionari e, conseguentemente, richiedere alle imprese emittenti tassi più bassi; inoltre, la maggiore tutela del diritto di credito, tipica di alcuni ordinamenti giuridici, rende i sottoscrittori di obbligazioni maggiormente propensi a riconoscere un premio connesso ai fattori di mitigazione del rischio extra-finanziario come, ad esempio, investimenti negli ambiti della sostenibilità.

Il legislatore comunitario, poi, ha avuto un ruolo importante nel migliorare le condizioni di accesso al mercato dei capitali delle imprese più sostenibili. Un esempio in tal senso è rappresentato dalla Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) che ha imposto agli investitori istituzionali maggiori obblighi di comunicazione sul modo in cui integrano i fattori ESG nelle decisioni di investimento. I risultati della ricerca dimostrano, infatti, che l’entrata in vigore, nel Marzo 2021, della SFDR ha determinato un incremento significativo del differenziale del costo della raccolta tra le imprese con elevate performance ESG e le altre (con uno scarto tra le due categorie che arriva quasi a 18 basis points).

L’analisi dei motivi per i quali gli investitori obbligazionari sono disposti a riconoscere un premio alle imprese più sostenibili, rappresenta un ulteriore aspetto da approfondire. Una prima spiegazione è certamente legata alle potenziali pressioni sul lato della domanda indotte dalle spinte normative ma anche dalla crescente attenzione ai temi della sostenibilità da parte della collettività. Tuttavia da uno studio ancora in corso sono emersi due ulteriori fattori: il primo è quello della liquidità in quanto le imprese più responsabili attraggono un maggior numero di investitori e, di conseguenza, i loro strumenti sono più liquidi; il secondo è legato alla riduzione del rischio di default e ad un miglioramento del merito creditizio: alle imprese con performance ESG più elevate è associato, infatti, un miglioramento sia degli indicatori di rischio sia dei giudizi di credito assegnati dalle agenzie di rating.

Si tratta quindi di risultati che rafforzano l’idea che la scelta strategica di lungo periodo della sostenibilità da parte delle imprese, oltre a generare effetti positivi sull’ambiente esterno, crea vantaggi anche di natura finanziaria.

* Professore Ordinario di Economia degli intermediari Finanziari - Università Vanvitelli

** Antonio Ricciardi (Professore Ordinario di Economia Aziendale -Università della Calabria; Dean Ipe Business school)

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