La provocazione
«Le donne non fanno ridere - precisa Davide Paniati - è una provocazione sfatata grazie alla bravura delle otto donne con cui ho condiviso il palco. Perché far ridere non è un problema di genere, ma di bravura».
Le comiche e il conduttore sul palco, dunque, non perdono battuta per spezzare una lancia in favore delle professioniste della comicità. «Le donne non fanno ridere - afferma con decisione Aurora Camilli -sono arrivate a Trento come un esercito di Valchirie, pronte ad asfaltarvi di risate!».
Secondo Camilli, viviamo in un Paese che, anche nell’ambito della comicità, sottostima il valore delle donne. «Diciamolo - aggiunge Camilli - gli uomini fanno più ridere è una frase che sentiamo spesso ripetere. Questo pregiudizio è confermato dalla scarsità delle quote rosa nei programmi comici televisivi e nelle serate live di Stand-up comedy. E invece eccoci, siamo tante e siamo brave».
Retaggio in esaurimento
Paniati ritiene che per anni si sia erroneamente pensato che le donne facessero fatica a far ridere. Tuttavia, il fatto che le comiche donne stiano moltiplicandosi è un dato di fatto. «È una tendenza in aumento - spiega Paniati -, grazie all’impegno, alla professionalità e alla bravura delle nuove leve. Fino a che arriverà il giorno, che secondo me già arrivato da un po’, in cui sarà solo il palco e non i pregiudizi desueti a decidere chi sa far ridere e chi no».
Luoghi comuni divertenti
E così Corinna Grandi sbugiarda il luogo comune dell’incapacità comica delle donne: «Le donne non fanno ridere? Sì sì, ne ho sentito parlare. Beh, è innegabile, considerato che qui una volta era tutta campagna e tempo permettendo. Perché - si sa - rosso di sera bel tempo di spera. Senza considerare, poi, che la mamma è sempre la mamma, che di mamma ce ne è una sola, e che - pure - sono tutte belle le mamme del mondo. Poi, certo, il nero sfina, del maiale non si butta via niente e non ci sono più le mezze stagioni. Soprattutto, ci tengo a lasciare una riflessione importante, perché Venezia è bella ma non ci vivrei, io che sono di Sondrio. Però consiglio a tutti di farci un giro e poi magari di rivalutare Venezia. Ciò detto, se non ci vediamo più, Buon Natale a te e a famiglia!».