Le aziende all’avanguardia del Big Bang della sostenibilità
di Christian de Boisredon e Mathilde Imer
3' di lettura
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Nel 2015, i governi di tutto il mondo hanno mandato un messaggio chiaro firmando l'Accordo di Parigi al COP21. Ma la lotta al cambiamento climatico non è finita – le nazioni che hanno firmato l'accordo non hanno ancora preso impegni concreti. Elencarli è un obiettivo della conferenza COP24, che si terrà tra il 3 e il 14 dicembre a Katowice, in Polonia.
Ma, nonostante questi passi avanti, sarebbe un errore credere che i governi possano fermare il riscaldamento del pianeta da soli.
L’ultimo studio degli scienziati del Comitato Intergovernativo contro il Cambiamento Climatico (Ipcc) parla chiaro: per limitare il nostro impatto sul clima, dobbiamo impegnarci tutti a intraprendere “cambiamenti senza precedenti, rapidi e ad ampio respiro, in ogni ambito della società.”
Per le imprese, raggiungere questi obiettivi è diventato un imperativo morale per cui bisogna mettersi in moto immediatamente. Per loro, è anche un’opportunità per ripensare i loro modelli di business e il loro posto nella società. Negli Stati Uniti, sono tanti nel settore privato ad avere capito quale sia la posta in palio, e stanno intensificando i propri sforzi dopo la decisione del governo americano di ritirarsi dall’Accordo di Parigi. Un esempio tra tanti è l’impegno preso dal miliardario ed ex sindaco di New York Michael Bloomberg, che promuove innovazioni finanziarie a basso impatto di carbonio nei mercati di Wall Street.
Recentemente ci sono state aziende in tutto il mondo che sono riuscite a unire la profittabilità con il rispetto per l’ambiente. Alcune sono sostenute dai propri governi, altre si muovono da sole contro ogni avversità. Ma devono andare ancora oltre, e diventare la punta di diamante del big bang ecologico, accelerando e intensificando soluzioni concrete per far flettere la curva delle emissioni di gas serra.

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