Mobilità

Le auto usate per lavoro sono più sicure

Gli incidenti stradali ogni mille veicoli sono calati dell’8,7% a fronte di una flessione dello 0,3% per quelli intestati a persone fisiche

di Vincenzo Conte

2' di lettura

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Più sicurezza sulle strade: non è solo un obiettivo, ma anche un criterio che deve ispirare le politiche del legislatore. In Europa sono stati elaborati target concreti da rispettare, con il programma “Road safety policy framework 2021-2030”, che prevede, entro il 2030, la riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi rispetto ai livelli del 2019. Secondo gli ultimi dati disponibili, diffusi di recente dalla Commissione Europea, nel 2024 in Italia i morti in incidenti stradali sono sostanzialmente stabili rispetto al 2023, mentre rispetto al 2019, anno scelto come riferimento per l’obiettivo al 2030, c’è stato un calo del 5%. Sulla base di questi dati si può quindi dire che il nostro paese risulta ancora piuttosto lontano dal raggiungimento degli obiettivi fissati a livello europeo.

E le flotte, che ruolo hanno in questo panorama? Si può rispondere a questa domanda se si fa riferimento non solo ai veicoli delle flotte aziendali ma a tutti i veicoli usati per lavoro, ossia a quelli immatricolati da persone giuridiche, confrontandoli con i veicoli registrati da persone fisiche e usati per la mobilità privata. Gli ultimi dati disponibili con questo livello di approfondimento si riferiscono al 2023, anno in cui, secondo le elaborazioni del Centro Studi Auto Aziendali, gli incidenti stradali ogni mille veicoli in circolazione per i veicoli usati per lavoro sono calati dell’8,7% rispetto al 2022, mentre per i veicoli intestati a persone fisiche il calo è stato dello 0,3%. Lo stesso trend si può riscontrare anche per i morti e per i feriti in incidenti stradali ogni mille veicoli in circolazione. Infatti i morti sono calati dell’8,5% per i veicoli usati per lavoro e del 5,6% per i veicoli intestati a persone fisiche. Per i feriti la diminuzione è stata dell’8,5% per i veicoli usati per lavoro, mentre per i veicoli intestati a persone fisiche il calo è stato dello 0,1%.

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Una delle cause delle differenze rilevate sta nel maggior uso, nel comparto dei veicoli usati per lavoro, degli strumenti messi a disposizione dalla telematica, strumenti che, secondo Nicola De Mattia, CEO di Targa Telematics, forniscono “dati dettagliati e continui sui comportamenti di guida e le prestazioni del veicolo. Le nostre soluzioni tecnologiche, che utilizzano a questo scopo anche il machine learning, analizzano questi dati per individuare anomalie o schemi ricorrenti da correggere negli stili di guida e proporre misure preventive efficaci. In questo modo, i gestori di flotte possono adottare strategie mirate e attività di coaching per ridurre i rischi alla guida”.

I dati sulla sicurezza stradale assumono un valore ancora maggiore se si considera il fatto che il parco circolante di veicoli usati per motivi di lavoro tra il 2022 e il 2023 è cresciuto del 7,4%, mentre quello riferito alle persone fisiche è aumentato solo dell’1,2%. A una crescita particolarmente sostenuta del parco circolante dei veicoli usati per lavoro, quindi, è corrisposto un miglioramento molto maggiore dei dati sulla sicurezza stradale riferiti a questi veicoli. I due fenomeni sono collegati e testimoniano come l’immissione in circolazione di veicoli nuovi, con standard di sicurezza e tecnologie molto più aggiornate, abbia un effetto positivo reale anche sulla sicurezza della circolazione.

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