Le 4 qualità chiave di una comunicazione davvero efficace
Un grande problema del nostro tempo è rappresentato dalla quantità e qualità dell’informazione, spesso veicolata con modalità scadenti
di Gianluca Rizzi *
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«Questa lettera è più lunga delle altre perché non ho avuto agio di farla più breve». Questa considerazione è stata lasciata da Pascal a margine della lettera XVI nelle Provinciali. Sebbene questa attribuzione sembri incontestabile confesso di avere spesso visto questa citazione (magari con parole diverse ma esattamente con il medesimo senso) associata a molti altri personaggi storici, tra cui anche Voltaire e Churchill.
Evidentemente la sintesi ha rappresentato il cruccio di molti pensatori e comunicatori. Va anche detto che la sintesi e le altre qualità di una comunicazione efficace, ovvero che raggiunge l’obiettivo prefissato (raccontare una barzelletta senza far ridere gli astanti significa non essere stati efficaci nella comunicazione), hanno latitato nel corso degli ultimi mesi.
Senza dubbio la comunicazione rappresenta un tema clamorosamente ampio rispetto al quale si corre il rischio di pronunciare considerazioni di una banalità disarmante. E mi guarderò bene anche solo dall’avvicinarmi a tale rischio. Mi limiterò piuttosto a riprendere alcuni assiomi di fondo che credo sia utile tenere a mente quando si comunica, a maggior ragione poi se a quel nostro atto di comunicazione è associata una responsabilità specifica nei confronti di una comunità di persone, come ad esempio il team che coordiniamo, la squadra che alleniamo, il paese che governiamo.
Farò quello che in gergo viene definito il «back to basic», ovvero il ritorno alle basi, ai fondamentali di una disciplina. E credo che questa operazione sia in generale utile tutte le volte che il nostro pensiero (e quindi la nostra azione) rischia un avvitamento inutile o, peggio, controproducente.
Paul Grice, filosofo inglese, ha formulato negli Anni 70 le cosiddette massime conversazionali. Sono quattro e rappresentano uno splendido esercizio di minimalismo e di “igiene” linguistica e comunicazionale in un momento storico in cui, a detta di molti esperti autorevoli, una delle grandi piaghe per noi è rappresentata proprio dalla eccessiva quantità e pessima qualità dell’informazione, veicolata attraverso una altrettanto scadente comunicazione.








