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Lazio del vino, la Regione pronta per la vetrina del Vinitaly 2026

Partecipazione dal valore strategico non solo in termini di promozione delle produzioni, ma anche come occasione di posizionamento del sistema territoriale e dell’identità complessiva

di Daniela Casciola

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Regione Lazio pronta alla 58esima edizione del Vinitaly che si terrà a Verona dal 12 al 15 aprile. Una partecipazione dal valore strategico, non solo in termini di promozione delle produzioni, ma anche come occasione di posizionamento del sistema territoriale e dell’identità complessiva del Lazio del vino nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale.

Per l’edizione 2026, la Regione Lazio sarà presente con una collettiva coordinata da Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), che riunisce 61 realtà vitivinicole rappresentative dell’intero territorio regionale e si inserisce in un quadro di investimento complessivo stimato in circa 2,2 milioni di euro, destinati alla realizzazione del padiglione, alle attività di promozione e al supporto alle imprese del territorio.

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Il “Vigneto Lazio” vanta 3 Docg, 27 DOC, 6 Igt e 37 vitigni autoctoni, nel quale si riversa l’attività di una filiera che conta 18.000 ettari di superficie vitata, oltre 350 cantine attive e una produzione nella vendemmia 2025 di 724.000 ettolitri di vino (fonte Dichiarazioni vendemmiali - Sian), con una forte prevalenza di bianchi (75% del prodotto) sui rossi (25%). Il 15% del vigneto Lazio è biologico (+32% rispetto al 2016 - fonte Sinab).

Una filiera strategica per l’agricoltura, ma anche per l’intera economia regionale, capace di generare oltre 230 milioni all’anno di valore di produzione, 60 dei quali dalle sole denominazioni DO/IG (fonte Ismea-Qualivita 2025) e un export di vino “Made in Lazio” pari a 70 milioni di € (fonte Istat).

«Dietro ogni bottiglia c’è un lavoro fatto di cura, di dedizione e di professionalità. C’è chi coltiva la vite, chi segue i vini giorno dopo giorno. Chi vive l’intensità della vendemmia e chi accompagna il prodotto fino al calice. E questo è un impegno che costruisce un rapporto autentico con il territorio, che è fatto di conoscenza di rispetto e di valorizzazione delle sue straordinarie peculiarità», ha detto il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, in occasione della presentazione dello stand della Regione Lazio al Vinitaly. «È un processo che nasce dalla terra e affonda le radici però anche in una cultura di impresa e questo è il valore che la Regione Lazio sostiene con determinazione, perché siamo consapevoli del legame profondo e indissolubile tra il sistema produttivo e i nostri territori - ha aggiunto Rocca - È un dialogo continuo, che genera eccellenze. Di cui possiamo davvero sinceramente essere molto orgogliosi. Vinitaly rappresenta ovviamente una vetrina importante per il comparto vitivinicolo laziale, una vetrina globale».

Nella collettiva destinata al Vinitaly sono rappresentate tutte le Province del territorio.  30 aziende della Provincia di Roma, 12 per Latina,  10 di Frosinone, 7 della Provincia di Viterbo e 2 di Rieti, comprensive di 3 consorzi: Consorzio di tutela Roma DOC, Consorzio di tutela del Cesanese, Consorzio di tutela dei Vini Atina DOP.

 «Il Vinitaly è una vetrina mondiale in cui si dà l’idea non solamente del mondo del vino. Si dà l’immagine di una Regione, di tutta la sua capacità e il suo potenziale produttivo. Perché il vino in particolare insieme all’olio sono i grandi ambasciatori del territorio e lo raccontano. Così, l’assessore all’Agricoltura e Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini, alla conferenza di presentazione dello stand della Regione Lazio al Vinitaly. «Il tema più importante cui abbiamo dedicato grande attenzione è il sostegno al rafforzamento della capacità produttiva che non è solo la quantità e la qualità di vino prodotto ma anche il racconto che si deve fare del territorio», ha aggiunto Righini.

Il padiglione regionale è stato concepito come uno spazio articolato su due livelli integrati – espositivo e istituzionale/formativo – caratterizzato da una configurazione moderna, funzionale e fortemente identitaria. Si tratta di un allestimento scenografico di oltre 2.000 mq, situato all’ingresso Cangrande, che si distingue per soluzioni architettoniche innovative e per una progettazione orientata a valorizzare l’esperienza del visitatore e la qualità dell’offerta vitivinicola regionale.

Elemento centrale dell’edizione 2026 è la reintroduzione dell’Enoteca Regionale delle Eccellenze, uno spazio strategico dedicato alla rappresentazione unitaria della produzione vitivinicola laziale. L’Enoteca si configura come un grande banco semicircolare, collocato in posizione frontale rispetto all’ingresso principale del padiglione, pensato per accogliere operatori, buyer, giornalisti e visitatori, offrendo un primo orientamento qualificato all’interno dell’offerta regionale e contribuendo alla diffusione della cultura del vino.

La mescita sarà curata dai sommelier della Fondazione Italiana Sommelier (FIS) e proporrà una selezione di oltre 70 etichette, individuate direttamente dalle aziende partecipanti quale espressione più rappresentativa della qualità e dell’identità dei territori vitivinicoli del Lazio.

Per l’edizione 2026 è confermata la configurazione con area centrale sopraelevata, una soluzione progettuale che contribuisce a migliorare la funzionalità e la fruizione complessiva degli spazi. Il piano inferiore, dove sono distribuiti su tutta la superficie gli stand delle aziende della collettiva regionale, degli sponsor – Camera di Commercio di Roma, Acqua Filette, Fondazione Italiana Sommelier e Blu Banca – e dei partner non economici (Ariccia Food e Consorzio del Pecorino Romano DOP), potrà così beneficiare di una migliore organizzazione degli spazi, a supporto delle attività espositive e commerciali. Questa configurazione permette una più efficace separazione delle funzioni e una migliore qualità dell’esperienza per operatori e visitatori. Il piano superiore sarà infatti dedicato alle attività di maggiore rappresentanza e approfondimento, ospitando due sale per le masterclass - utilizzabili anche per eventi istituzionali - oltre all’area stampa e alla sala riservata alle istituzioni.

A Vinitaly, il Lazio svela un articolato programma di iniziative volto a valorizzare le migliori espressioni enologiche regionali, attraverso momenti di divulgazione, degustazioni e incontri di approfondimento rivolti a operatori e pubblico specializzato. In questo contesto si inserisce il percorso curato da Bibenda - Fondazione Italiana Sommelier (FIS), composto da 8 “masterclass blind tasting”, che rappresentano uno dei momenti qualificanti della programmazione. Si tratta di un viaggio tematico pensato per raccontare il Lazio nel dialogo con l’eccellenza: ai produttori è affidata la scelta del proprio “vino icona”, successivamente inserito da Bibenda – FIS in batterie di degustazione alla cieca, nelle quali le etichette laziali si confrontano con un vino “intruso” nazionale o internazionale.

L’intero programma si sviluppa in coerenza con il concept dell’edizione 2026, ispirato alla “Dolce Vita”, quale espressione dello stile e della cultura italiana, e si collega idealmente alla candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco, contribuendo a rafforzare la narrazione del vino come elemento identitario e culturale del territorio.

Sponsor economici sono la Camera di commercio di Roma, Informare – Azienda Speciale delle Camere di Commercio di Frosinone e Latina, la Camera di Commercio di Rieti Viterbo e Blu Banca - Banca Popolare Del Lazio. Partner non economici sono Ariccia Food, Consorzio Pecorino Romano Dop, Filette Prime Water e Fis, Fondazione Italiana Sommelier.

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