Le ispezioni

Lavoro, in Sicilia otto aziende su dieci non in regola

I controlli dell’Inps nel 2025: scoperti 10.807 rapporti di lavoro irregolari (+21%), crediti accertati per 77,6 milioni

di Nino Amadore

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Servizi, commercio, turismo e formazione privata restano tra i settori più esposti al lavoro irregolare in Sicilia. È in questi comparti che si concentra una parte rilevante dei controlli condotti dall’Inps nel 2025, un’attività ispettiva che ha portato alla scoperta di oltre 10.800 rapporti di lavoro irregolari e all’accertamento di crediti accertati per oltre 77 milioni di euro tra contributi evasi e sanzioni. Più di otto aziende su dieci controllate risultano irregolari: su 694 accessi ispettivi effettuati nel 2025, 600 imprese sono state trovate non in regola, pari a oltre l’86% del totale.

La verifica nelle scuole private

Tra le verifiche mirate avviate dall’istituto emerge anche il caso delle scuole private, oggetto di una specifica campagna ispettiva. Nel settore sono stati effettuati 30 controlli e, tra quelli già conclusi, sono emerse diverse irregolarità: 19 lavoratori completamente in nero, 32 rapporti di lavoro annullati e oltre 1,6 milioni di euro di crediti accertati tra contributi e sanzioni. L’attività ispettiva nel comparto è ancora in corso e punta a verificare la correttezza dei rapporti di lavoro e l’eventuale utilizzo di contratti fittizi per accedere a prestazioni previdenziali.

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Il lavoro irregolare

Nel complesso, l’azione di vigilanza dell’Inps nel 2025 ha portato all’individuazione di 10.807 rapporti di lavoro irregolari, in aumento di oltre il 21% rispetto ai circa 8.900 casi rilevati nel 2024. Tra questi figurano 435 lavoratori completamente in nero, mentre oltre 5.300 rapporti di lavoro sono risultati simulati, cioè attivati con l’obiettivo di ottenere indebitamente prestazioni previdenziali.

Dai controlli effettuati nel corso dell’anno sono emersi crediti complessivi per 77,6 milioni di euro. Nel dettaglio, l’attività ispettiva ha accertato 48,8 milioni di euro di contributi evasi e 28,7 milioni di euro di sanzioni civili, segnando un incremento rispetto al 2024, quando i crediti accertati si erano fermati a circa 62 milioni di euro.

Nel corso dell’anno gli ispettori hanno effettuato 694 accessi ispettivi nelle imprese dell’isola. Il livello di irregolarità riscontrato resta molto elevato: 600 aziende sono risultate non in regola, pari a oltre l’86% del totale, mentre 94 imprese sono state trovate conformi alla normativa.

Banche dati e vigilanza

Secondo l’Inps, i risultati dell’attività di vigilanza sono stati resi possibili anche grazie all’utilizzo sempre più avanzato delle banche dati e degli strumenti informatici di analisi, che consentono di individuare anomalie nei rapporti di lavoro e indirizzare i controlli verso le situazioni a maggiore rischio. Il sistema di vigilanza si basa infatti su un incrocio tra dati amministrativi, segnalazioni dei lavoratori e informazioni provenienti da altri enti ispettivi.

L’azione di contrasto al lavoro irregolare potrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni grazie al potenziamento dell’organico ispettivo. L’Inps conta infatti sull’arrivo di nuovi funzionari attraverso il concorso nazionale bandito congiuntamente con l’Inail e tramite procedure di selezione interna, con nuove immissioni attese entro il 2026.

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