I dati dell’Istat

Lavoro, a ottobre +27mila occupati. Disoccupazione sale al 7,8% (giù gli inattivi)

Nonostante l’economia in frenata, l’occupazione continua a crescere: in un anno +458mila lavoratori. In chiaro scuro i giovani.

di Claudio Tucci

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2' di lettura

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Il mercato del lavoro continua a registrare numeri positivi, nonostante la congiuntura economica in frenata. A ottobre il numero di occupati sale di 27mila unità. Sono uomini, donne e dipendenti permanenti. In calo i dipendenti a termine e gli autonomi. Il tasso di occupazione sale al 61,8% (+0,1 punti), toccando così un nuovo record. In crescita anche il numero di persone in cerca di lavoro (+2,3%, pari a +45mila unità): un aumento che coinvolge sia gli uomini sia le donne e riguarda tutte le classi d’età a eccezione dei 35-49 che registrano un lieve calo. Il tasso di disoccupazione totale sale al 7,8% (+0,1 punti) , quello giovanile al 24,7% (+1,5 punti). In calo gli inattivi: -69mila unità sul mese (si torna un pò più a cercare lavoro).

Aumentano i contratti stabili

A ottobre, come detto, cresce l’occupazione stabile. Rispetto al mese precedente, l’aumento del numero dei lavoratori riguarda i soli dipendenti permanenti, che superano i 15 milioni e 700 mila unità. Il numero degli occupati si attesta a 23milioni 694mila e registra, rispetto a ottobre 2022, un incremento di 455mila dipendenti permanenti e di 66mila autonomi; il numero dei dipendenti a termine risulta invece inferiore di 64 mila unità. Qui probabilmente pesa il momento di incertezza che spinge le imprese a essere prudenti.

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In un anno +458mila occupati

La fotografia resta positiva sull’anno. Il numero di occupati, a ottobre 2023, supera quello di ottobre 2022 del 2,0% (+458mila unità). L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, a eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa. Il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 1,2 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+0,8 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva, fa sapere l’Istat. Su questa fascia centrale della forza lavoro pesa però una cassa integrazione in risalita. Rispetto a ottobre 2022, cresce il numero di persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +17mila unità) e cala il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-4,2%, pari a -531mila).

Giovani in chiaro-scuro

Situazione in chiaro-scuro per i giovani. Il tasso di disoccupazione degli under 25 risale al 24,7%, e ci confermiamo ai peggiori posti a livello internazionale, e lontanissimi dalla Germania, patria del sistema di formazione duale che qui da noi si sta (con fatica) tentando di far decollare sul serio. L’occupazione sotto i 35 anni comunque cresce di 16mila unità sul mese, +135mila sull’anno (spinta probabilmente dagli incentivi).

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