Lavoro nelle ore calde, a ogni regione le sue regole. E cambiano anche i sistemi di misurazione
Quali sono i sistemi di misurazione del clima nelle ore più calde per la tutela dei lavoratori e come si differenziano le varie regioni nei loro stop
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
La gran parte delle regioni in Italia sta diramando provvedimenti vincolanti contro il caldo dirompente che sta impedendo il normale svolgimento delle attività lavorative. In particolare le attività all’aperto come nei settori d’edilizia, agricoltura, florovivaismo, cave (e – in alcuni casi – logistica all’aperto), applicabili solo nei giorni di rischio “alto”, rilevato tramite le mappe del sistema Worklimate o Inail. In particolare per il Lazio, Lombardia, Emilia‑Romagna, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto, Piemonte e Umbria gli orari di stop per l’esposizione al sole vanno dalle ore 12:30 alle ore 16:00. L’Emilia-Romagna e la Lombardia sono le uniche due regioni che, attualmente, hanno prolungato l’ordinanza fino al 15 settembre 2025, tutte le restanti il periodo in cui sarà in vigore l’ordinanza vedrà fine il 31 agosto 2025.
I settori principali
I settori esclusi da questa ordinanza sono: attività urgenti, interventi di pubblica utilità o protezione civile, servizi pubblici essenziali, purché siano messe in atto misure di sicurezza. Mentre per le regioni quali Lazio, Lombardia, Emilia‑Romagna e Abruzzo vengono specificati i settori di riferimento, che sono: edile, agricolo, vivaistico, cave, esteso alla logistica, cantieri e agricoltura. Le restanti regioni riportano come riferimento i soli “settori esposti al sole”.
I sistemi di misurazione
Molte regioni “smart” come Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Sicilia, Liguria, Abruzzo, Umbria e Campania decidono di affidarsi a Worklimate, una piattaforma scientifica sviluppata da Inail e Cnr, aggiornata ogni giorno. Elabora il rischio da stress termico occupazionale con modelli climatici e fisiologici, usando i dati come: temperatura, umidità, vento, esposizione al sole, carico fisico del lavoro, tipo di vestiario. Illustrando una mappa dell’Italia con rischio suddiviso in 4 livelli: verde, giallo, arancione, rosso. La precisione della piattaforma sarebbe molto alta, con una risoluzione di 2 km², con calcoli “su misura” per il mondo del lavoro. La Puglia, al momento, è l’unica regione ad adottare un sistema ibrido, che combina l’alta precisione di Worklimate con la capillarità e semplicità dei bollettini pubblici.
Il Piemonte allarga ai rider l’ordinanza anti caldo
Il Piemonte allarga ai rider le misure previste dall’ordinanza anti-caldo che regola le condizioni di lavoro in situazioni di esposizione diretta e prolungata al sole, compresi anche i lavoratori dei settori delle cave e della logistica. «Un anno fa siamo stati la prima Regione in Italia ad adottare un’ordinanza per regolare le attività in caso di esposizione al sole e alte temperature e oggi siamo i primi ad allargare l’ambito di applicazione a chi svolge consegne in città in bici o in scooter», spiega il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
Ispettorato del lavoro
Ad agosto 2024, una campagna straordinaria dell’Inl (Ispettorato nazionale del lavoro) ha monitorato circa 736 aziende attive nei settori edilizio, agricolo, florovivaistico e nei cantieri stradali. Circa il 40% non aveva attuato valutazioni del rischio microclima né misure di prevenzione adeguate. La mancata valutazione del rischio microclima, l’assenza di idoneità del Pos rispetto al Psc e la mancanza di tutele contro condizioni atmosferiche estreme sono state tra le infrazioni più frequenti - con sanzioni che variano tra € 1.423 e € 9.112 o, nei casi più gravi, il blocco delle attività tramite ordine di polizia giudiziaria

