Dati Istat

Lavoro: occupati stabili a giugno, balzo dei disoccupati (+97mila), ma calano gli inattivi (-103mila)

Rispetto all’anno precedente ci sono 131mila occupati in più, ma l’aumento è quasi interamente concentrato tra gli uomini (+116mila) e nella fascia d’età degli over 50, mentre donne e giovani continuano ad essere penalizzati

Tecnico esperto addetto al controllo dei processi e alla manutenzione di moderne macchine industriali di produzione in uno stabilimento produttivo. (Adobe Stock)

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A giugno il numero di occupati risulta stabile rispetto a maggio (sono mille in più), mentre la crescita dei disoccupati (+97mila unità) è accompagnata dal calo degli inattivi (-103mila unità).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Più occupati tra uomini e contratti a termine rispetto a maggio

Nel confronto mensile dell’Istat si conferma sostanzialmente il numero di occupati, pari a 24 milioni 310mila, ma si assiste ad una modifica della composizione per tipologia contrattuale: spicca la forte crescita di 91mila dipendenti a termine, per trovare un balzo simile occorre tornare a settembre 2021 (sono 2 milioni 542mila), che è compensata dalla diminuzione di 46mila dipendenti permanenti (sono 16 milioni 491mila) e di 44mila autonomi (5 milioni 277mila). Guardando al genere e all’età l’aumento rispetto a maggio riguarda gli uomini, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, mentre si registra un calo tra le donne, i 15-24enni e i 35-49enni.

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Sono 131mila gli occupati in più di giugno 2025

Nel confronto annuo con giugno 2025, si contano 131mila occupati in più tra gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni (tra i 15-24enni e i 35-49enni, invece, gli occupati diminuiscono). Le persone in cerca di lavoro diminuiscono di 54mila unità così come gli inattivi che calano di 92mila unità.

Il tasso di occupazione resta al 62,9% (stabile su maggio e in crescita di 0,3 punti su giugno 2025), mentre spicca il dato che segna una ripresa della disoccupazione al 5,7% (+0,4% su maggio e -0,2% su giugno 2025), con il tasso di inattività al 33,2%(-0,3% su maggio e - 0,2% su giugno 2025)

La crescita dei disoccupati va letta insieme al calo degli inattivi

Francesco Seghezzi (Adapt) invita a «prestare attenzione e a non leggere come un dato negativo quello de nuovi disoccupati che va letto insieme al calo degli inattivi; una parte delle persone torna quindi a cercare lavoro ma non lo trova immediatamente. Negli ultimi mesi abbiamo osservato spesso il fenomeno opposto: la disoccupazione diminuiva perché aumentavano gli inattivi. A giugno accade invece il contrario. Più persone tornano a cercare lavoro e questo, almeno in una prima fase, può far aumentare il numero dei disoccupati».

Vale quanto detto nei mesi scorsi quando invitavamo alla prudenza chi esultava di fronte alla diminuzione dei disoccupati, trascurando che allo stesso tempo aumentavano gli inattivi. Nel mercato del lavoro questi dati vanno letti insieme.

Si confermano le debolezze strutturali del mercato del lavoro

Persistono le criticità strutturali che vedono donne e giovani fortemente penalizzati dal nostro mercato del lavoro. «Nell’ultimo anno gli occupati uomini sono aumentati di 116mila unità - aggiunge Seghezzi-, le donne solo di 15mila. Il tasso di occupazione femminile si attesta al 54,2%, rispetto al 71,6% di quello maschile, con un divario di 17,4 punti percentuali».

Venendo al divario generazionale: tra i 15 e i 24 anni ci sono 55mila occupati in meno e 120mila inattivi in più rispetto a giugno 2025 : « Nel complesso, la crescita dell’occupazione continua a concentrarsi nelle età più elevate - continua Seghezzi -, rispetto a giugno 2025 gli occupati aumentano di 318mila unità tra gli over 50, mentre diminuiscono di 205mila tra i 35-49 anni e di 55mila tra i 15-24 anni. Il mercato del lavoro continua a tenere, ma cresce lentamente e resta fortemente influenzato dalle trasformazioni demografiche».

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