L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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La carenza di personale qualificato. È questa una delle principali sfide del settore ospitalità che è stata al centro di un’indagine, che ha coinvolto, grazie al supporto anche di Federalberghi e Confcommercio, più di mille rappresentanti di locali e hotel del Novarese e del Verbano Cusio Ossola. La ricerca è stata realizzata dagli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Erminio Maggia di Stresa (miglior alberghiero d’Italia nel 2023) ed è nata da un’idea di Carlo Zoppis – imprenditore e amministratore della Zoppis srl Società Benefit Premium, che ha tra i suoi obiettivi la promozione culturale del territorio – e finanziata insieme a GlobalPesca, azienda leader nella lavorazione e distribuzione di prodotti alimentari per la ristorazione, e Piazza, realtà famosa in tutto il mondo per la produzione di utensili e attrezzature per la cucina professionale.
L’indagine, coordinata da Osservatorio Sonda, conferma una fortissima crisi del personale che corrisponde a una profonda crisi della motivazione, che coinvolge soprattutto le nuove generazioni: sembra essere venuta meno la passione per questo lavoro, i giovani non ci credono più.
Gli imprenditori del settore Ho.Re.Ca del Vco e del Novarese sono stati sentiti tramite un questionario online e interviste dirette, che hanno portato a una relazione finale.
Il primo problema che è emerso è legato all’interesse dei giovani e dei lavoratori verso il settore della ricettività. I giovani – in tutti i settori – non hanno più voglia di sacrificare tutto per il lavoro, la «qualità della vita» ha per loro un valore diverso/un ruolo più importante di quello che aveva per le generazioni precedenti. Un processo di cambiamento già in atto, ma accelerato dalla pandemia, che ha imposto e ristabilito nuove gerarchie di valori. A influenzare il malcontento anche la «cattiva reputazione del settore» derivante da pratiche non virtuose da parte di gestori che se ne sono approfittati (lavoro in nero, straordinari non pagati, «sfruttamento», turni di lavoro molto lunghi) e dal pensiero che l’alberghiero sia una scuola di seconda scelta, «per chi non ha voglia di studiare».
Così per chi si occupa di accoglienza nel Novarese e nel Vco trovare personale è sempre più difficile. Il passaparola è sempre ritenuto il metodo più efficace per reperire le figure professionali, mentre gli intervistati trovano meno performanti i siti di recruiting, i centri per l’impiego e le agenzie interinali. Le difficoltà si vivono poi tutti i giorni con personale senza adeguata preparazione tecnica (anche di base) in cucina, mentre in sala il ruolo di cameriere spesso viene visto come un lavoro “temporaneo”, con il rischio di abbandoni rapidi e repentini.