Una tendenza questa che, guardata in una prospettiva di genere, potrebbe avviare una spirale positiva in cui il talento femminile, spesso sottoutilizzato, diventa un bacino importante da cui attingere. Ma le imprese da sole possono fino a un certo punto. E, intanto, con l'avvicinarsi della data di presentazione dello spring budget di metà marzo, sull'isola la questione riguardo alle spese per l'infanzia e occupazione femminile si è accesa.
La richiesta è condivisa: stanziare più investimenti. Come ricorda la recente pubblicazione “Essays on Equality. The politics of Childcare” del Global Institute for Women's Leadership-King's College di Londra, la quota di spesa pubblica inglese rappresenta solo lo 0.6% di PIL, la più bassa tra economie simili analizzate. Non sufficiente per garantire un sistema di qualità per la cura dei bambini sotto i 3 anni.
I costi in Italia
Anche in Italia costi delle cure per l'infanzia e poca disponibilità di posti, costringono, soprattutto le madri a lasciare il lavoro. Stando agli ultimi dati disponibili dell'Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), sono state circa 38mila nel 2021 le donne che si sono dimesse (il 71% del totale). La maggioranza di queste hanno tra i 29 e i 44 anni. Considerando che l'età media in cui le italiane hanno il primo figlio è 33,1 anni, è facile capire che restano l'anello debole della catena.
Lo segnala anche il rapporto dell'Inl, proprio la cura dei bambini è tra le motivazioni che portano le donne a dimettersi volontariamente. Causa pandemia prima e inflazione e aumenti generali, i rincari son stati rapidi. Gli asili comunali hanno visto un aumento costante per iscrizione, retta e mense. A Milano per esempio, la spesa mensile per una famiglia con Isee che supera di poco i 30mila euro annuali è passata da 465 a 502,2 euro. Tendenza al rialzo anche nelle strutture private convenzionate: secondo Altroconsumo, il costo medio nelle città può arrivare a 620 euro, con previsione di nuovi aumenti a breve.
Aiuta, ma fino a un certo punto, il bonus nido 2023, che da qualche giorno i genitori con figli piccoli possono richiedere – con un massimo erogato di 272,73 € al mese (per 11 mesi) per Isee inferiore ai 25mila euro. Oltre ai costi sempre più alti, infatti, in tutto il Paese resiste un tema di posti.