Lavoro agile ma il confronto in presenza resta la base
Si è resa necessaria la digitalizzazione degli atti di studio per favorire il lavoro da remoto
di Ivan Cimmarusti
2' di lettura
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Lavoro agile, ma non troppo. L’interazione diretta tra professioni e con i clienti resta fondamentale.
Uno dei punti di forza degli studi legali fiscali è costituito dalla complementarietà delle reciproche conoscenze e dal confronto, che consente di formulare risposte adeguate e apprezzate su vari aspetti del civile, contabile e fiscale.
Complementarietà registrata anche nell’anno della pandemia. Gli studi legali hanno saputo coniugare le regole del distanziamento sociale con una serrata attività professionale - dovuta alla massiccia attività normativa - grazie alla modalità del lavoro agile, anche se le problematiche non sono mancate. A partire da quelle subite dai collaboratori più giovani, cui è mancato quel rapporto di presenza con i partner che costituisce uno degli ingredienti della crescita professionale.
Di fatto, l’accesso a forme di tecnologie avanzate, oltre che di una infrastruttura informatica adeguata, ha consentito di supplire – in parte – al rapporto diretto tra professionisti.
Stando alle valutazioni che emergono dagli studi legali specializzati nel diritto tributario, il lockdown è stato il momento per sviluppare nuovi modelli di lavoro, in cui la dislocazione fisica ha perso rilievo, con un significativo incremento delle attività svolte – in team – in modalità virtuale, attraverso le videoconferenze e la condivisione, sempre da remoto, di documenti.

