Immobili

Lavori in casa, sulle spese 2025 bonus al 50% in 7 casi su 10

I dati del Caf Acli fotografano la detrazione maggiorata nei modelli 730/2026 già presentati. La spesa media è pari a 472 euro

di Dario Aquaro e Cristiano Dell'Oste

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Il 73% di coloro che hanno ristrutturato casa l’anno scorso, e hanno già presentato il modello 730/2026, ha diritto al bonus maggiorato per l’abitazione principale. In pratica, sette beneficiari su dieci hanno indicato la detrazione del 50%, anziché quella base del 36%, nei righi E41-E43.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

A offrire un primo sguardo, a campagna dichiarativa ancora in corso, sono le elaborazioni effettuate dal Caf Acli per Il Sole 24 Ore del Lunedì sui modelli 730 inviati fino a venerdì 12 giugno. Scopriamo allora che il 15,6% dei dipendenti e dei pensionati che quest’anno si sono rivolti al Caf ha sostenuto nel 2025 spese agevolate dalla detrazione per il recupero edilizio. L’aspetto interessante da indagare è che nelle dichiarazioni dei redditi di quest’anno – per la prima volta – la detrazione è differenziata in base al tipo di immobile.

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Secondo i dati del Caf Acli, il 73% dei beneficiari, come detto, può sfruttare il bonus maggiorato, mentre il 33,6% no. Il totale è superiore al 100% perché c’è una quota di persone – il 6,6% – che l’anno scorso ha eseguito lavori su immobili di entrambi i tipi e usa entrambi i bonus (al 50 e al 36%).

Il «peso» della prima casa

Una percentuale del 73% è alta o bassa? Non ci sono precedenti, perché la stretta imposta dalla penultima manovra (legge 207/2024) debutta nelle dichiarazioni di quest’anno. Ma si può trovare qualche riferimento.

I più recenti dati del Mef («Gli immobili in Italia») indicano che su circa 33 milioni di case possedute da persone fisiche, quelle indicate nei dichiarativi come abitazioni principali sono 20,1 milioni, cioè il 60,9 per cento. Inoltre, un’analisi del Caf Acli effettuata sui beneficiari nei modelli 2024 – dunque prima della stretta – ha rilevato che il 66,3% delle unità ristrutturate era rappresentato da abitazioni principali.

Il fatto che ora i beneficiari siano al 73% può far pensare che ci sia stata una concentrazione degli interventi sulle prime case e un rinvio delle opere sugli altri immobili.

LA DETRAZIONE AL BIVIO

Chi ha avuto per i lavori edilizi pagati nel 2025 la detrazione al 36% (altri immobili) o al 50% (abitazione principale)

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Gli importi detratti

La rata di spesa detraibile riportata nel modello 730/2026 dagli operatori del Caf è in media 472 euro per i contribuenti che beneficiano del 50% e 397 euro per quelli che si devono accontentare del 36 per cento.

I dati, però, cambiano se si distingue per tipo di opere. Nel caso degli interventi condominiali la rata media di spesa detraibile è 150-160 euro ed è leggermente più bassa per le prime case. Quando si interviene sui singoli alloggi, invece, la rata è nell’ordine dei mille euro ed è sensibilmente più alta per i possessori di abitazioni principali (1.064 euro contro 939). Il divario di budget di spesa a favore delle prime case, comunque, non appare così marcato come forse ci si sarebbe aspettato.

La spesa 2025 è inferiore a quella totale indicata nei modelli di quest’anno (1.394 euro per i clienti del Caf), perché quest’ultima include anche le rate derivanti da ristrutturazioni pagate nel 2024 o in precedenza.

Si nota inoltre una quota più alta di “seconde case” tra i lavori condominiali: 35% contro il 28,9% sulle singole unità, probabilmente per effetto delle delibere. Dove il proprietario ha deciso da solo, ha privilegiato la prima casa.

IL TREND

La fruizione dei bonus casa elaborata su 742.976 modelli 730 presentati dal 2022 al 2026 tramite il Caf Aci dagli stessi contribuenti

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I dati dell’ecobonus

Le modalità di compilazione del 730 non permettono di scorporare il dato dell’ecobonus tra parti comuni e singole unità.

Solo l’1% dei contribuenti che si sono rivolti finora al Caf, comunque, ha indicato la prima rata della detrazione per il risparmio energetico, il che dimostra una forte preferenza per il bonus ristrutturazioni. La quota di coloro che hanno applicato l’ecobonus su abitazioni principali supera l’80% e la rata media è più alta di quella sul recupero edilizio.

Il valore della stretta

La stretta è stata avviata dal Governo per ridurre il costo per l’Erario. Di certo, nel 2025 sono stati eseguiti meno bonifici per pagare lavori agevolati: 32,1 miliardi di euro rispetto ai 42,8 del 2024. Ma ora si può iniziare a ipotizzare di quanto saranno più magre le detrazioni sulle spese dell’anno scorso. Proiettando la quota di beneficiari e spese agevolate al 36% (e ignorando gli interventi ancora agevolati dal bonus barriere), si può calcolare che la rata annua di detrazione sui pagamenti 2025 sarà più bassa di circa 120-130 milioni, rispetto all’ipotesi di un bonus al 50% esteso a tutti. Con un effetto di 1,2-1,3 miliardi in dieci anni.

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