Intervista

Lavinia Biagiotti: «Per i nostri 60 anni un ecosistema fatto di moda, sport e arte»

Incontro con l’imprenditrice e stilista che guida l’azienda fondata dalla mamma Laura e dalla nonna Delia nel 1965: «Ho molti progetti, dall’ospitalità al mecenatismo. E voglio conservare il nostro capitale e i nostri valori»

di Chiara Beghelli

4' di lettura

4' di lettura

Il 30 luglio del 1965, nella caldissima estate in cui i Beatles avevano per la prima volta suonato in città, la 22enne Laura Biagiotti fondava a Roma insieme alla mamma Delia la società Biagiotti Export, per produrre e distribuire nel mondo le grandi firme dell’alta moda romana, da Schuberth a Capucci. Dopo aver realizzato le divise dell’Alitalia e creato una collezione per il mercato statunitense, la giovane azienda seguiva e interpretava così l’evoluzione della moda italiana verso il suo peculiare pret-à-porter, fatto di design innovativo e nutrito dal patrimonio tessile del Paese.

Laura Biagiotti, la collezione per la PE 2025

Photogallery10 foto

Sessant’anni dopo, dal castello medievale di Marco Simone di Guidonia, abitazione di famiglia e sede creativa e amministrativa alle porte di Roma, Lavinia Biagiotti Cigna celebra il traguardo, seduta alla scrivania che fu della mamma, nello studio abitato da ricordi, foto, biglietti affettuosi e riconoscimenti, ereditato (insieme all’azienda, che nel 2024 ha fatturato 100 milioni e vende per il 55% all’estero) nel 2017, quando Laura Biagiotti scomparve improvvisamente. «La nostra storia ha accompagnato la moda italiana in tutte le sue fasi - spiega -, dalla nascita del Modit a Milano fino alle aperture ai mercati esteri, di cui mia madre fu pioniera con le prime sfilate di una designer italiana in Cina e in Russia. Io oggi ho un altro progetto: portare il mondo qui da noi».

Loading...

Lavinia Biagiotti Cigna insieme alla mamma Laura al castello di Marco Simone, sede dell’azienda e loro abitazione

In un certo senso ci siete già riusciti, con le 270mila persone venute due anni fa da tutto il mondo per la Ryder Cup nel Marco Simone Golf & Country Club, l’impianto attiguo e che fa capo alla vostra azienda.
«
Certo, è stato un enorme successo. Ora però vorrei andare oltre, dando vita a una sorta di “ecosistema Biagiotti”: un atelier dove recuperare la vicinanza con le clienti, la realtà del golf, magari un hotel; dare la possibilità di visitare la villa romana del II secolo che sto finendo di restaurare alla memoria di mia madre (appassionata di archeologia, ndr) e la nostra collezione dell’artista futurista Giacomo Balla. Un percorso di 2mila anni e con diverse anime nello stesso luogo. Mi piacerebbe che fosse un modello per un nuovo turismo del made in Italy, sostenuto anche dalle aziende».

Panorama del Marco Simone Golf & Country Club

A proposito di atelier, sua nonna iniziò aprendone uno in via Salaria. Chi è oggi la cliente Biagiotti?
«
Mia madre non trovava vestiti per sé, per una donna che lavorava. Le illustrazioni di René Gruau che decorano ancora le nostre shopper bag la ricordano, una donna in perenne movimento. È così anche oggi, la moda deve essere alleata del vivere. Per esempio, molte ragazze scelgono i nostri blazer bianchi per la laurea, le fanno sentire protette e insieme luminose. Quando creo penso che le cose debbano durare e seguire allo stesso tempo i cambiamenti di una donna, anche nell’arco della stessa giornata».

La passione Biagiotti per la maglieria, quei tessuti per i quali sua madre fu definita dal New York Times «the queen of cashmere», aiuta molto in questo.
«
Mi colpisce molto quando le modelle indossano i nostri abiti ed esclamano «it’s so soft!». Troppe volte la moda è esclusiva, nel senso che separa l’abito dal vissuto. Dovrebbe invece essere più inclusiva, prendersi cura delle persone. Se ce la farà, sarà un punto di svolta per l’intero sistema».

Un look della collezione Laura Biagiotti AI 25-26

Nella vostra storia vi siete prese cura anche del patrimonio culturale, con opere di mecenatismo in tutta Italia.
«
La nostra azienda ha sempre avuto una prospettiva culturale, mia madre ci teneva molto. Dopo Roma e Venezia, ho un progetto per Milano, lo riveleremo presto. Milano ci ha dato tanto, da 25 anni organizziamo le nostre sfilate al Piccolo Teatro, per me è come una famiglia. Ma ho anche un altro progetto, legato ai nostri archivi».

Di cosa si tratta?
«
Abbiamo 150mila abiti, accessori, tessuti. Vorrei fare un progetto con una scuola di moda qui a Roma, perché i giovani possano esaminarlo ma anche rinnovarlo, con la loro sensibilità per la sostenibilità».

Siete legati indissolubilmente a Roma, il nome del vostro profumo bestseller lanciato nel 1988. E il legame con il territorio passa anche dalla scelta di mantenere i vostri terzisti nel Centro Italia. Per un’azienda come la vostra è più semplice avere il controllo sulla filiera?
«Per chi ha le nostre dimensioni crescere è più difficile di mantenere un rapporto equilibrato con i collaboratori. Ancora una volta, il prendersi cura della moda passa anche da qui».

Il Gran Sipario del Teatro La Fenice di Venezia, donato da Laura Biagiotti in memoria del marito Gianni Cigna, scomparso nel 1996

L’azienda ha 60 anni, lei ci lavora da quando terminò le scuole superiori, quasi 30 anni fa. Cosa ha visto cambiare nell’industria della moda?«Le stagioni della moda ti costringono a guardare sempre avanti. Ma lavorare qui, circondata dalla natura, mi ha insegnato il ritmo delle sue stagioni, apprezzare la brevità di una fioritura e saper aspettare se i tuoi programmi sono rallentati da un giorno di pioggia. Einstein diceva: «Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno. Forse, lo faranno tutti». A me piace piantare molti semi».

Dopo quella di nonna Delia e di mamma Laura, qual è la cifra di Lavinia nella storia Biagiotti?
«
Legacy è una parola che amo molto. Il mio impegno è per mantenere il 100% del capitale, non solo societario, ma anche di valori. Non molte aziende italiane di 60 anni sono riuscite a farlo. Questa storia non è però un fardello, ma ci dà nuove ali».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti